Segnalati
UNO, NESSUNO E CENTOMILA
20 Marzo 2027 @ 21:00 - 23:00
€17 - €29
MARIO AUTORE, ANNA IODICE, DOMENICO PINELLI
UNO, NESSUNO E CENTOMILA
di Luigi Pirandello
adattamento teatrale e regia Domenico Pinelli
e con Gianluca Cangiano, Mario Cangiano, Luigi Leone, Antonio Mirabella, Laura Pagliara, Vittorio Passaro, Lucienne Perreca, Simona Pipolo, Elena Starace
Quando si legge un romanzo come Uno, nessuno e centomila o si resta affascinati dai concetti in esso espressi o ci si spaventa per quanto vicini quei concetti siano alle proprie convinzioni. Soprattutto quando hai diciassette anni. Questo l’orrore che provai all’epoca, insieme ad uno slancio euforico che mi portò a scrivere immediatamente un soggetto teatrale di questo racconto. È evidente la parossistica teatralità di ogni pagina, più e meno dialogata, e resterò sempre dell’idea che Pirandello fosse prima di tutto drammaturgo, anche quando romanziere. Già altre versioni sono state portate in scena, tutte originali a loro modo ma con un punto in comune: una drammaturgia ibrida composta da monologo e innesti di dialoghi. Nel romanzo, il protagonista-narratore onnisciente racconta la sua storia passata e in teatro è stata sempre riproposta la stessa soluzione narrativa. Sarà stata, forse, la mia tenera età a farmi pensare a quanto sarebbe stato divertente mettere in scena lo stato d’animo e l’evoluzione psicologica di Vitangelo nei giorni compresi tra la scoperta del naso che pende e la sentenza in tribunale. In questa messinscena, quindi, tutti i momenti salienti del percorso di Vitangelo e degli altri personaggi saranno presentati tenendo conto – in buona parte – dei principi aristotelici di tempo, spazio e azione.
Questo spettacolo si pone in continuità con quello portato precedentemente in scena dalla compagnia: Ditegli sempre di sì di Eduardo De Filippo. Andiamo avanti a ritroso. Pirandello, come già detto, fu maestro involontario di Eduardo e Ditegli sempre di sì fu scritto nel 1927, due anni dopo la pubblicazione di Uno, nessuno e centomila.
La pazzia è il filo rosso, come anche la comunicazione: “difficile” per Eduardo e “impossibile” per Pirandello. Vitangelo Moscarda – protagonista della vicenda – dopo la prima occasione che ha di guardarsi da fuori, guardare – con disgusto, diremo – quel Gengè (se stesso agli occhi della moglie), si allontana sempre di più da sé, sgretolandosi, frammentandosi in tante parti e analizzando ognuna di esse. Tutte in lui ma non lui: “Allora creiamone una nuova!”, pensa. Mai pensiero fu più sbagliato! Non si può, così, arbitrariamente e impunemente, decidere di distruggere e creare a nostro piacimento le forme in cui s’imprigiona il flusso della vita.
Non importa se Vitangelo sia pazzo o meno. Per gli altri lo è, per se stesso pure: pazzo ad aver creduto di poter cambiare.
Pazzo, alla fine, per proteggere una donna e per non darla vinta ai suoi delatori, pazzo quando, rinchiuso come un mendìco, decide di vivere ogni giorno senza nome e senza faccia. Pazzo – penso io – perché troppo fragile. Proprio come quel Michele Murri di Eduardo che scompensava dinanzi alla ricerca di logicità dell’uomo che si muove nei confini sconfinati e illogici della vita.
Domenico Pinelli
Dettagli
- Data:
- 20 Marzo 2027
- Ora:
-
21:00 - 23:00
- Prezzo:
- €17 - €29
- Categorie Evento:
- Prosa, Stagione Teatrale 2026/2027
Luogo
- Teatro Comunale Luigi Russolo
-
Via Silvio Pellico
Portogruaro, Venezia 30026 Italia + Google Maps - Telefono:
- +39 0421 270069