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SUMMARY:Banda Musicale Marafa Marafon e Filarmonica di Sesto al Reghena
DESCRIPTION:A.M.A.B. Caorle Banda Marafa Marafon – direttore M° Mauro Valente\nFilarmonica di Sesto al Reghena – direttore M° Fabio Fazio \n  \n\n\n\n\n\n\n\n\n\nBanda Musicale Marafa Marafon \nCi sono poche memorie orali oramai a testimoniare un inizio storico della Banda Cittadina di Caorle. Certamente essa doveva operare già nella prima metà dell’800\, come scrive Giovanni Musolino nella “Storia di Caorle”; nell’anno 1858 veniva istituita la Società Filarmonica di Caorle\, per mano dell’Arciprete Tellero\, con la tipica funzione di accompagnare le cerimonie civili e religiose e di educare i giovani attraverso lezioni impartite settimanalmente da un maestro.\nLa Civica Banda di Caorle esisteva ancora negli anni 1865 – 1866 e da un elenco del tempo si rileva che vi erano allora 30 suonatori e 40 contribuenti. Arrivando agli anni ’30 si sa che in questo periodo operava una Banda Cittadina\, detta Municipale\, organizzata dall’allora segretario comunale Sig. Ugo Mognon definito uomo geniale\, banda che si distingueva per “disciplina\, amore allo studio ed esattezza d’esecuzione”. Il tutto venne a disperdersi a causa del secondo conflitto mondiale.\nNel 1949\, il Dott. Marafa Marafon\, medico esemplare del paese nonchè musicista dalle spiccate capacità\, mettendo assieme tutto ciò che rimaneva e annoverando numerosi giovani adolescenti\, riuscì a dare un impulso notevole alla banda\, dando luogo alla sua rifondazione. Fino agli anni ’60 tale complesso portava il nome di Circolo Filarmonico “Giuseppe Verdi” e successivamente in seguito alla scomparsa del validissimo medico\, la banda venne intitolata: Banda Musicale Cittadina “Marafa Marafon”.\nAttualmente il gruppo conta 35 elementi dagli 11 ai 70 anni\, è gestito da oltre 10 anni dall’A.M.A.B. (Associazione Musicale Amici della Banda). \n\n\n\n\n\n\n\n\n  \nFilarmonica di Sesto al Reghena \nNel lontano 1866 il Friuli veniva annesso all’Italia e nello stesso anno nasceva ufficialmente la Filarmonica di Sesto al Reghena. Ma la prima formazione di un gruppo musicale si ebbe già nel lontano 1853 ad opera di tre coraggiosi fratelli che\, spinti da un’irresistibile passione musicale\, si diedero da fare per mettere assieme un primo gruppo bandistico\, non senza difficoltà pratiche\, sacrifici e spese. Il primo trentennio vide l’avvicendarsi di numerosi alti e bassi dovuti alla scarsità dei mezzi\, a malintesi e minacce di epidemie di colera\, ma come recitano le parole del “Numero Unico”\, pubblicato in occasione del centenario della Filarmonica: “la speranza\, anzi la fiducia in una pronta resurrezione della banda non viene mai meno in nessuno\, musicanti e paesani”. Fu questo il tempo in cui la banda creò le proprie tradizioni cioè le uscite e le esecuzioni. Appuntamenti fissi erano i concerti all’Ottava di Pasqua\, a San Rocco e alla Madonna di settembre e fisse erano le uscite a capodanno\, della Renga e del lunedì dell’ Angelo a Mure. La banda potè contare su un organico numeroso\, e partecipò anche a concorsi zonali ottenendo dei riconoscimenti\, fu anche il periodo dei lavori di ristrutturazione dell’ Abbazia e della possibilità per i bambini di Sesto e Marignana di frequentare le scuole elementari. Ma il momento di gioia venne presto rovinato dalle vicende che purtroppo accumunarono l’intero Paese nei primi decenni del Novecento\, come la disfatta di Caporetto del 1917. In quegli anni le dotazioni della banda finirono in rovina o portate via dagli invasori\, ma dopo lutti e rovine giunse finalmente il 4 novembre 1918. Le condizioni locali furono desolanti\, ma l’entusiasmo per la vittoria conseguita e i rientri festosi dei combattenti e reduci spinsero suonatori e paesani ad un nuovo slancio. Ci fu un rinnovamento delle divise e dello statuto e del regolamento. Ma l’instabile situazione politica portò instabilità economica anche alla banda fino al 1929. Dal ’29 al ’34 il corpo musicale era lanciato sull’onda del successo tanto che furono nuovamente cambiate le divise e aumentato il numero delle uscite. L’incubo di una nuova guerra era alle porte e anche la banda ne risentì della perdita dei suonatori. Questa volta però\, le dotazioni ovvero strumenti e partiture furono nascoste e affidate a persone di fiducia. Con il 30 aprile 1945 l’incubo cessò. La vita cittadina riprese il suo ritmo e così anche la banda. Ricominciarono le uscite e vennero aggiunte Fraticelle il 19 marzo e il 30 aprile a Marignana. Negli anni ’50 ci fu il rinnovo del consiglio e fu proprio il consiglio di allora che festeggiò il centesimo anno di fondazione della Filarmonica con la pubblicazione del “Numero Unico”. L’allora presidente Marafon scrisse: “siamo all’evidenza di una banda\, forte negli organici\, preparata nelle interpretazioni\, decorosa nella nuova bella divisa: degna\, insomma di celebrare\, con rinnovata vitalità\, il suo 100° anno di esistenza…Si sa: non sono cose di poco momento e qualche volta l’entusiasmo si attenua. Ma la ripresa è rapida; lo spirito collaborativo si rianima. E così sempre sarà; fintantochè paese e banda cammineranno di pari passo; fintantochè i sentimenti più vari della popolazione saranno interpretati fedelmente dal corpo musicale; fintantochè la cittadinanza avrà la certezza di avere nella banda- dovunque vada- la sua migliore ambasciatrice.” E queste parole rispecchiano anche gli ultimi decenni della Filarmonica che\, grazie alla passione\, all’amore per la musica e all’entusiasmo è giunta a festeggiare l’importante traguardo del 145° anno di fondazione. \n 
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SUMMARY:Banda Musicale Vadese e Orchestra Fiati Arcobaleno di Trieste
DESCRIPTION:Banda Musicale Vadese – direttore M° Roberto Rossetti\nGioachino Rossini (1792 – 1868)\nda «L’Italiana in Algeri»\, Overture [arr. J. Schyns] \nFrank Erickson (1923 – 1996)\nToccata for band \nFranco Cesarini (1961)\nPiccola Suite Italiana su temi di tradizione popolare friulana \nEnnio Morricone (1928 – 2020)\nNuovo Cinema Paradiso [arr. P. Kleine Schaars] \n  \n\n  \nOrchestra Fiati Arcobaleno di Trieste – direttore M° Erik Zerjal\nKarl L. King (1891 – 1971)\nBurma Patrol \nAstor Piazzolla (1921 – 1992)\nOblivion (sax soprano solista Matteo Sincovich) [arr. L. Bocci]\nLibertango \nAndrew Lloyd Webber (1948) – Tim Rice (1944)\nDon’t cry for me Argentina [arr. Ron] \nGeorge (1898 – 1937) & Ira Gershwin (1896 – 1983)\nBut not for me (voce solista Sara Roversi) \nRichard Charles Rodgers (1902 – 1979)\nBlue Moon (voce solista Sara Roversi) [arr. W. Barker] \nMelville A. Leven (1914 – 2007)\nCrudelia de Moon \nHarold Arlen (1905 – 1986)\nOver the Rainbow (voce solista Sara Roversi) [arr. W. Barker] \nPaul Murtha (1960)\nEarth Wind & Fire Dance Mix\n \n\n\n\n\n\n\n\n\n\n  \n  \nBanda Musicale Vadese \nLa Banda Musicale Vadese ha rappresentato e rappresenta un’importante testimonianza di attività musicale e culturale.\nDal 1921 ad oggi\, ha contribuito a divulgare tra la popolazione la passione per la musica esibendosi in più occasioni nel Triveneto e Paesi confinanti: Francia\, Austria e Croazia.\nL’attività musicale di tutti questi anni è stata possibile grazie all’impegno dei suonatori e Direttori che si sono susseguiti\, dando il proprio contributo a preparare le giovani “leve” da inserire nelle varie sezioni della Banda in un ambiente sereno dove tutti possono scoprire qualità altrimenti nascoste. Nell’auspicio che questo evento sia motivo di una più intensa attività e di miglioramento delle qualità musicali e di coinvolgimento sociale e culturale della Banda.\nLa Banda Musicale Vadese ha al suo interno anche la scuola di musica con insegnanti tutti diplomati al conservatorio. I corsi sono aperti a tutti\, iniziano ad ottobre e terminano a fine maggio. Per i ragazzi delle elementari e medie si tengono nei locali della Scuola A.Toniatti a Fossalta\, mentre per gli adulti in sede a Vado. \n\n\n\n\n\n\n\n\n  \nOrchestra Fiati Arcobaleno di Trieste \nIl Complesso Bandistico Arcobaleno è stato fondato a Trieste nel 1992\, seguito l’anno successivo dalla Scuola di Musica\, nata per dare ai musicisti la possibilità di perfezionarsi\, nonché per incentivare e appassionare i nuovi allievi all’attività musicale. Molti allievi hanno poi proseguito il percorso a livello accademico e divenendo nel tempo anche musicisti di professione sia in Italia che all’estero. Oltre ad essere assiduamente impegnato a livello cittadino e regionale\, il complesso bandistico ha effettuato frequenti trasferte in altre regioni italiane (Trentino Alto Adige\, Emilia Romagna\, Lombardia\, Valle d’Aosta)\, mentre a livello internazionale sono da ricordare i concerti tenuti a Budapest (Ungheria 2006)\, a Millstatt am-See (Austria 2016)\, Spalato (Croazia 2012)\, Schwarzedz (Polonia 2017).  Ormai da diversi anni\, tiene annualmente concerti nei principali teatri della città e collabora con varie manifestazione del Comune di Trieste (Natale e TriesteEstate). Dal 2004\, il Complesso Bandistico Arcobaleno ha dato vita alla manifestazione “Bande in Festa”. L’iniziativa si ripete annualmente e il Complesso Bandistico Arcobaleno ne cura l’intera organizzazione\, ospitando a Trieste Bande e Orchestre di Fiati provenienti da altre regioni italiane o dall’estero\, per un intenso fine settimana all’insegna della Musica e dell’Amicizia. Dalla sua fondazione il Presidente\, nonché uno dei principali fondatori dell’associazione\, è stato Franco Zupin\, che con passione e amore ha coordinato tutte le attività dello stesso fino a gennaio 2015\, quando la presidenza è passata a Mattia Vatta. Nel 2021\, con il rinnovo del Consiglio Direttivo\, la Presidenza passa a Martina Tripaldi e la carica di Vice Presidente passa a Paolo Sincovich. Negli anni il Complesso Bandistico è stato diretto dal M° Ennio Krisanovsky\, dal M° Paolo Spincich dal 2002 fino alla prematura scomparsa nel dicembre del 2004\, successivamente dal M° Maurizio Zaccaria e dal 2010 dal M° Erik Žerjal. Nel 2017 il Complesso Bandistico Arcobaleno ha festeggiato il 25° anniversario cambiando anche il suo nome in Orchestra di Fiati Arcobaleno. Il 2022 è l’anno di un altro traguardo; l’Orchestra di Fiati Arcobaleno festeggia il suo 30° Anniversario. \n 
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LOCATION:Teatro Comunale Luigi Russolo\, Via Silvio Pellico\, Portogruaro\, Venezia\, 30026\, Italia
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SUMMARY:76° Anniversario della Repubblica Italiana: concerto dell'Orchestra Fiati di Portogruaro
DESCRIPTION:ORCHESTRA DI FIATI DELLA FONDAZIONE MUSICALE SANTA CECILIA DI PORTOGRUARO \nMauro Valente\, direttore \n  \nProgramma musicale:\n• G. Rossini: Sinfonia dell’opera «Tancredi»\n• G. Verdi: La Primavera da «I Vespri Siciliani»\n• G. Verdi: L’Inverno da «I Vespri Siciliani»\n• R. Galante: Aurora Borealis\n• P. Devroye: I lost rhythm\n• H. Shore: Il Signore degli anelli\n• B. Benjamin-Marcus-Caldwell: Don’t let me be misunderstood \n  \nIngresso libero: la cittadinanza è invitata a partecipare \nIn caso di maltempo il concerto si terrà presso il Teatro Comunale Luigi Russolo \n\n\n\n\n\n\n\n\n\nL’Orchestra Fiati di Portogruaro (OFP) della Fondazione Musicale Santa Cecilia rappresenta l’origine stessa dell’istituzione fondata nel 1838 a Portogruaro con il nome di Istituto Filarmonico e attiva\, insieme alla Scuola\, di musica fino alla seconda guerra mondiale. L’attuale formazione rinasce come attività di musica d’insieme all’interno della Scuola di Musica dell’attuale Fondazione Musicale Santa Cecilia costituita nel 1994 dal Comune di Portogruaro e dalla Provincia di Venezia e per forte volontà del Maestro Paolo Pellarin. La rifondata banda\, per l’arco di un decennio\, ha visto alla guida succedersi i Maestri Gianni Favro\, Evaristo Casonato e Fabio Fazio divenendo una realtà formativa di riferimento per molti studenti della Scuola di Musica della Fondazione\, provenienti dal Veneto orientale\, da Friuli Venezia Giulia e dai Conservatori di musica limitrofi. A seguito di un’interruzione dell’attività all’inizio degli anni 2000\, l’attuale gruppo si è ricostituito nella primavera del 2005 in seno alla Scuola di Musica della Fondazione. Da quel momento la formazione si è distinta per un’intensa attività musicale che l’ha portata ad esibirsi in apprezzati e seguiti concerti nella città di Portogruaro (in particolare con il Concerto di Capodanno\, giunto nel 2022 alla sua 9^ edizione) e nel territorio costiero (Bibione\, Lignano\, Caorle). \nAttualmente il gruppo è formato da un numero variabile che conta dai 55 ai 70 componenti ed include strumenti a fiato e percussioni\, ma anche strumenti non tipici dell’organico di banda\, quali l’arpa\, la tastiera\, il contrabbasso e spesso le voci soliste. Gradualmente l’OFP ha affrontato repertori di difficoltà tecnica e musicale sempre maggiori pervenendo ad una maturità musicale grazie alle cure e all’attenzione dell’attuale Maestro Mauro Valente. \nAttualmente la Fondazione Musicale Santa Cecilia\, oltre all’attività della Scuola di Musica\, all’interno delle quale si inseriscono le iniziative dell’OFP\, è impegnata in numerose iniziative\, riconducibili principalmente ai settori didattico\, produttivo e gestionale. Le attività didattiche sono state le prime a essere istituite e tuttora costituiscono uno dei nuclei principali dell’attività della Fondazione\, rivolgendosi al mondo musicale e a quello delle arti sceniche. Per quanto attiene alla musica colta\, l’offerta della Fondazione Musicale Santa Cecilia si articola in tre attività: la Scuola di Musica\, le Masterclass estive e la Scuola di Perfezionamento. La Fondazione organizza inoltre diverse manifestazioni di produzione propria\, fra le quali un ruolo privilegiato è ricoperto dal Festival Internazionale di Musica\, che si svolge ogni anno dal 1983\, fra la fine di agosto e l’inizio di settembre. L’atto costitutivo della Fondazione Musicale prevede che lo scopo dell’istituzione è “promuovere ogni iniziativa utile a diffondere e valorizzare la cultura musicale” ed in particolare “istituisce\, organizza e gestisce l’orchestra\, la banda\, i cori della fondazione”. \n\n\n\n\n\n\n\n\n\n\n\n\n\n\n\n\nMauro Valente \nDiplomato in trombone ed in didattica della musica presso il Conservatorio di Musica “B. Marcello” di Venezia\, si è perfezionato con i maestri Svanberg\, Wick (Portogruaro) e Mauger (accademia Nazionale di S. Cecilia di Roma). Ha svolto attività concertistica esibendosi con formazioni orchestrali e cameristiche in Italia ed all’estero collaborando con enti lirico-sinfonici quali: teatro A. Belli di Spoleto\, teatro La Fenice di Venezia\, orchestra di Padova e del Veneto\, Orchestra MittelEuropa\, orchestra di Belluno\, Orchestra di Vicenza\, Orchestra di Venezia per le tournèe in Giappone (2003) e Cina (2005). E’ componente di varie formazioni cameristiche quali Image Brass (quintetto d’ottoni) Divario Ensemble (settimino Dixieland) Sinfonietta Movie Ensemble (decimino di musica da film). \nAttualmente all’attività concertistica affianca un’intensa esperienza didattica e di direzione musicale: dal 2005 è titolare della cattedra di educazione musicale presso l’Istituto Vescovile “G. Marconi” di Portogruaro\, insegna trombone dal 1997 presso la Fondazione Musicale Santa Cecilia di Portogruaro della quale inoltre è il direttore stabile dell’orchestra di Fiati dal 2006 ed è formatore per la sezione tromboni dell’Orchestra di Giovani Musicisti Veneti dal 2009.
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LOCATION:Portogruaro\, Parco della Pace\, Via Seminario 5\, Portogruaro\, 30026\, Italia
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SUMMARY:Saggi Finali della Scuola di Musica A.S. 2021/2022
DESCRIPTION:CALENDARIO SAGGI FINALI A.S. 2021-2022\nTutti i saggi\, dove non indicato diversamente\, si terranno nei locali della Fondazione Musicale Santa Cecilia \n  \nLUNEDÌ 30 MAGGIO\, ORE 19.00\nclassi di flauto\, pianoforte e violoncello dei maestri M. Fiorin\, M. Bravin e F. Favit \nLUNEDÌ 30 MAGGIO\, ORE 19.45\nclasse di chitarra – Esame/Concerto finale del maestro L. Marcorin \nMARTEDÌ 31 MAGGIO\, ORE 21.00\nclassi di flauto\, pianoforte e tromba dei maestri P. Scarpa\, I. Bossina\, M. Bisighini e G. Vello \nVENERDÌ 3 GIUGNO\, ORE 18.00\nclassi di percussioni\, pianoforte\, violino dei maestri\nV. Canta\, L. Candiago\, M. Colombaro\, V. Dobosz\, F. Francescato\, C. Toneguzzo e Fr. Lovato \nSABATO 4 GIUGNO\, ORE 18.00\nclasse di chitarra e pianoforte dei maestri G. Cuzzolin\, L. Marcorin\, S. Bandiziol e M.T. Dal Moro \nDOMENICA 5 GIUGNO\, ORE 18.00\nclasse di pianoforte e violino dei maestri U. Berti\, F. Sperandeo e D. Mason \nLUNEDÌ 6 GIUGNO\, ORE 18.00\nclassi arpa\, chitarra\, clarinetto\, flauto\, oboe e pianoforte dei maestri\nN. Sanzin\, L. Milanese\, D. Calligher\, M. Della Bianca\, E. Fontanello e M. Baudoux \nLUNEDÌ 6 GIUGNO\, ORE 21.00\nclassi di chitarra\, clarinetto e pianoforte dei maestri G. Cuzzolin\, R. Rossetti e F. Della Bianca \nMARTEDÌ 7 GIUGNO\, ORE 18.00\nclassi di pianoforte e violino dei maestri L. De Vecchi\, V. Danelon\, A. Santilli e I. Bossina \nMARTEDÌ 7 GIUGNO\, ORE 21.00\nclassi di arpa e pianoforte dei maestri N. Sanzin\, I. Bossina e L. De Vecchi \nMERCOLEDÌ 8 GIUGNO\, ORE 18.00\nclassi di composizione\, pianoforte e tromba dei maestri B. Pradal\, M. Bisighini e M. Mariussi \nMERCOLEDÌ 8 GIUGNO\, ORE 21.00\nclassi di canto lirico del maestro G. Sorrentino \nVENERDÌ 17 GIUGNO\, ORE 20.45\n(Chiesa Parrocchiale “Santa Margherita Regina” di Villanova di Fossalta di Portogruaro)\nclasse di organo del maestro M. Bravin \n  \nIl presente calendario potrà essere soggetto a variazioni\nTutti i saggi sono ad ingresso gratuito: in sala è necessario utilizzare la mascherina del tipo FFP2 \n  \n  \n\n\n\n\n\n\n\n\n 
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LOCATION:Fondazione Musicale Santa Cecilia\, Corso Martiri della Libertà 14\, Portogruaro\, Venezia\, 30026\, Italia
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SUMMARY:Roberto Rossetti\, clarinetto solo
DESCRIPTION:Roberto Rossetti clarinetto solo\n  \nPaul JEANJEAN (1874 – 1929)\,  Le son de l’aube (1951) \nMario PAGOTTO (1966) \nTre notturni (2021) prima esecuzione assoluta \n1. Su un treno diretto verso le pianure ad Est\n2. Piove. Un’insegna luminosa lampeggia nella notte. Nessuno la guarda\n3. Incontri stravaganti \nValentino BUCCHI (1916 – 1976) Concerto per clarinetto solo ( Carte fiorentine n.2 1962) \nErwald Von KOCH(1910 – 2009)\, Monologo nr.3 (1975) \nGiacomo MILUCCIO(1928 – 1999)\, Rhapsodie \nOsvaldo LACERDA (1927 – 2011)\, Melodia (1974) \nGianandrea PAULETTA (1967)\, Peana (2022) prima esecuzione assoluta \nTeresa PROCACCINI (1934)\, Andante e allegro op. 175 (2003) \nBela KOVACS (1937 – 2021)\, da “HOMMAGES” (1994)\,  Hommage a DE FALLA \nIgor STRAWINSKY (1882 – 1971)\, Three Pieces (1918-19) \n\nIl repertorio pone a confronto\, con brani originali\, tutte le molteplici caratteristiche timbriche ottenibili dal Clarinetto\, mettendo in risalto tali particolarità\, la ricerca è quella di fonderli come se fossero “fratelli di suono”.\nIl suono è generato dal movimento vibratorio di particelle ed oggetti. Le vibrazioni che producono il suono rappresentano un’energia che è presente in tutta la natura\, non solo all’interno di noi stessi e del nostro mondo\, ma molto al di la\, nei regni delle lune\, delle stelle e dell’Universo.\nA causa delle limitazioni fisiologiche del corpo umano\, le nostre orecchie sono in grado di percepire solo una piccolissima parte di questo vasto spettro di vibrazioni. A livello cosmico\, il suono è un’energia universale\, invisibile\, capace di generare profonde modifiche a molti livelli: fisico\, emozionale e spirituale. La musica e un tipo speciale di “Suono”. Non è solo piacevole da udire. La struttura dei suoni\, movimenti vibratori\, racchiude un sistema di ritmi\, rapporti\, proporzioni e armonie che esistono sia nel mondo naturale\, sia in quello costruito dall’uomo\, dai movimenti dei pianeti attorno al Sole\, alla crescita di cellule e piante\, ai numeri e ai rapporti sacri delle antiche credenze e religioni\, all’arte\, all’architettura e alla matematica.\nLa musica è un linguaggio umano universale: di iniziazione nei riti di passaggio\, come guida attraverso i labirinti della coscienza in sviluppo e come cammino verso la guarigione profonda e l’appagamento spirituale.\nNel corso dei secoli\, gli esseri umani hanno utilizzato i suoni\, soprattutto quelli musicali\, naturalmente e terapeuticamente. Le origini della cura delle malattie con i suoni e la musica possono essere rintracciate nella preistoria ed in tempi ancora più remoti\, nel regno del mito\, della religione e della memoria dell’anima.\nQuesta è la ricerca espressa nel repertorio proposto che vede contrapporsi composizioni di natura e carattere diversi che hanno come comune divisore l’essenza del suono come elemento portante dell’anima. \n  \nROBERTO ROSSETTI\nInizia lo studio della musica all’età di 8 anni seguendo i corsi propedeutici presso il Conservatorio di Musica “Benedetto Marcello “ di Venezia. Nello stesso Istituto frequenta le classi dei maestri Giovanni Bacchi e Donato Addesso e consegue il Diploma in Clarinetto nel 1987. Al diploma seguono corsi di perfezionamento con A. Pay\, per il clarinetto e Daniele Zanettovich per la musica contemporanea. Frequenta inoltre\, il corso di Musica Liturgica e Prepolifonica sotto la guida di Pellegrino Maria Ernetti O.S.B conseguendo la licenza nel 1985. Correlati al clarinetto gli studi di Musica da Camera con Marco Zuccarini\, Anna Colonna Romano e Luciano Bellini\, di Musica d’insieme per Strumenti a fato con Giorgio Trentin\, di Strumenti Antichi con Pietro Verardo e Aldo Bova. Studia Strumenti a Percussione con Roberto Pasqualato conseguendo nel 1990 il compimento inferiore\, la licenza speciale di teoria per percussionisti con Lino Rossi e la licenza di pianoforte complementare. Studia direzione d’orchestra con Vram Thipchiam e direzione d’orchestra a fiati con Jo Conjaert. Dal 1990 si interessa al jazz e inizia lo studio del sassofono con Maurizio Caldura\, segue lo studio del pianoforte e armonia jazz con Bruno Cesselli\, successivamente frequenta sempre al Conservatorio “B. Marcello “ il corso di Jazz\, studiando con Marco Micheli\, Corrado Guarino\, Enrico Fazio\, conseguendo il diploma nel 2004. Nel 2011 si diploma brillantemente in Saxofono presso il Conservatorio “J. Tomadini” di Udine sotto la guida del Maestro Fabrizio Paoletti. Nel 2015 ha partecipato al Masterclass di Clarinetto di Latisana (UD) con il M° Paolo Beltramini. Ha collaborato con l’Orchestra del Gran Teatro la Fenice\, l’Orchestra e Coro S. Marco di Pordenone\, il Teatro del Giglio di Lucca. È primo clarinetto solista dell’Orchestra a fiati di Portogruaro. Dal 2015 di dedica all’esecuzione del repertorio contemporaneo scritto per il proprio strumento. È docente di clarinetto presso l’I.C. Pascoli di Portogruaro e presso la Fondazione Musicale Santa Cecilia di Portogruaro. \n 
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SUMMARY:Secondo concerto degli studenti della Scuola di Musica
DESCRIPTION:Secondo concerto degli studenti della Scuola di Musica Santa Cecilia\n  \nRiccardo Benvenuto\, pianoforte \nFranz Liszt (1811 – 1886): Rapsodia ungherese n. 2 S 244 \nLorenzo Marzin\, pianoforte \nFranz Liszt (1811 – 1886): Rapsodia spagnola S.254 \nMassimo Baldo\, pianoforte \nLudwig van Beethoven (1770 – 1827): Sonata per pianoforte n. 14 in do diesis minore op. 27 n. 2 al chiaro di luna \nRiccardo Tauro\, pianoforte \nJohann Baptist Cramer (1771 – 1858): Studio in fa minore\nMuzio Clementi (1752 – 1832): dalla Sonata op. 24 n. 2\, Allegro con brio\nEmmanuel Chabrier (1841 – 1894): da 10 Pieces Pittoresques\, Scherzo Valse \nIllaria Marcon\, pianoforte\nFryderyk Chopin (1810 – 1849): Fantasia-Improvviso in do diesis minore op. 66\nAlfredo Casella (1883 – 1947): Toccata op. 6 \n  \n 
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SUMMARY:Valentina Danelon\, violino - Francesca Favit\, violoncello - Nicoletta Sanzin\, arpa
DESCRIPTION:Valentina Danelon violino\nFrancesca Favit violoncello\nNicoletta Sanzin arpa\n  \nReinhold Moritzevich Glière (1875 – 1956)\nHuit morceaux per violino e violoncello op. 39 \nMichail Ivanovič Glinka (1804 – 1857)\nRomance per violino\, violoncello e arpa \nMarcel Lucien Tournier (1879 – 1951)\nDeux préludes romantiques per violino e arpa op. 17 \nValeri Kikta (1941)\ndalla Sonata per violino e arpa\nMetamorphoses \nArvo Pärt (1935)\nSpiegel im Spiegel per violino e arpa \nLuigi Maurizio Tedeschi (1867 – 1944)\nElegia per violino e arpa op. 22 \n  \nValentina Danelon\nNata nel 1985\, studia con D. Mason presso la Fondazione Musicale Santa Cecilia di Portogruaro e si diploma con il massimo dei voti presso il Conservatorio di Castelfranco Veneto sotto la guida di M. Lot. Prosegue gli studi presso il Conservatorio della Svizzera Italiana laureandosi nella classe di V. Gradow. In duo con la pianista Beatrice Orlandi si perfeziona presso la Scuola Internazionale di Musica da Camera del Trio di Trieste con R. Zanettovich\, D. De Rosa\, M. Jones e E. Bronzi\, ricevendo il Diploma di Merito\, e vince il I premio assoluto al XXVI Premio “L. Caraian” per la Musica da Camera (TS) e il I premio al XVIII Concorso di Musica da Camera “G. Rospigliosi” (PT). Ha suonato come solista con I Solisti Veneti\, Nuova Orchestra da Camera F. Busoni di Trieste\, Orchestra Filarmonica Mihail Jora (Romania)\, Orchestra Sinfonica Naonis e altre. È vincitrice di numerosi premi in concorsi nazionali ed internazionali\, sia come solista che in formazione cameristica. Ha collaborato a seguito di audizioni con prestigiose istituzioni musicali italiane (Orchestra Sinfonica Nazionale RAI di Torino\, Gran Teatro La Fenice di Venezia\, Teatro Massimo di Palermo\, Fondazione Arena di Verona\, e altre). Si esibisce in formazioni cameristiche per importanti festival e ha tenuto concerti in Europa\, U.S.A.\, Sud America\, Cina e Giappone. È docente di Violino presso il Liceo XXV Aprile di Portogruaro e presso la Fondazione Musicale Santa Cecilia di Portogruaro. \nFrancesca Favit\nDiplomata brillantemente presso il Conservatorio di Castelfranco Veneto nella classe di T. Campagnaro\, consegue poi il Diploma Solistico presso l’Accademia Santa Cecilia a Roma con il M° F. Strano. Si perfeziona con M. Meir\, D. Lupu\, E. Bronzi\, M. Flaksman\, M. Rousi\, C. Richter\, F. M. Ormezowskj\, M. Polidori\, F. Rossi (Scuola del Trio di Trieste)\, il Trio Altenberg (Musikhochschule di Vienna)\, V. Mendelssohn\, il Quartetto Borodin\, B. Giuranna\, A. Specchi e B. Baraz. Dal 1998 al 2002 ha fatto parte del Quartetto d’Archi Pezzè esibendosi in molti teatri in Italia e all’estero. Ha suonato in varie formazioni cameristiche con G. B. Rigon\, S. Chiesa\, D. Rossi\, S. Braconi\, V. Mendelssohn\, A. Specchi\, A. Vinnitski\, J. Rachlin\, esibendosi in Festival quali Foligno\, Vicenza\, Roma\, Parma\, Ischia\, Lima e New York. Ha collaborato con prestigiose orchestre\, quali Teatro Regio e Toscanini di Parma\, Verdi di Trieste\, Comunale di Bologna\, Fenice di Venezia\, sotto la direzione di illustri Maestri quali Muti\, Maazel\, Jurowski\, Abbado\, Temirkanov\, Chung e altri. È la fondatrice dell’Acordes Cello Ensemble e del quintetto Strings&bottons. Ha inciso per Tactus e Decca. È docente di violoncello e musica da camera presso il Liceo XXV Aprile e la Fondazione Musicale Santa Cecilia di Portogruaro. \n  \nNicoletta Sanzin\nDiplomata col massimo dei voti e lode presso il Conservatorio J. Tomadini di Udine sotto la guida della Prof.ssa P. Tassini si è perfezionata negli USA con E. Malone e S. Mc Donald; in Italia con E. Zaniboni all’Accademia di S. Cecilia dove ha conseguito il diploma col massimo dei voti\, lode e borsa di studio della SIAE. Nel 2006 ha conseguito la Laurea specialistica in Discipline musicali con indirizzo interpretativo in arpa col massimo dei voti e la lode presso il Conservatorio A. Buzzolla di Adria. Ha vinto premi in numerosi concorsi nazionali e internazionali (Primo premio al Concorso internazionale Porrino di Cagliari\, UFAM Parigi\, Città di Stresa\, Salvi Venezia ecc.). Si è esibita con successo ai World Harp Congress di Vienna\, Parigi\, Dublino e Hong Kong e ai Simposi Europei dell’arpa a Norimberga e Perugia. Ha collaborato con numerose orchestre (Teatro Verdi Trieste\, Sinfonica RAI di Roma\, Teatro La Scala\, Accademia di Santa Cecilia di Roma\, Opera di Lubiana\, Moscovia Chamber Orchestra\, RTV Slovena\, Tokio Kosei Wind Orchestra\, Orchestra Mozart ecc.) ed è stata diretta da Maestri quali R. Muti\, E. Inbal\, D. Barenboim\, E. Bronzi\, D. Oren ecc. . Dal 1995 al 2001 è stata Prima Arpa della Slovenska Filharmonija di Lubiana. Nel campo della musica contemporanea ha realizzato alcune prime esecuzioni di brani a lei dedicati\, e collabora stabilmente con lo Slowind Quintet di Lubiana e con l’ExNovo Ensemble di Venezia. È titolare della Cattedra di Arpa presso il Conservatorio G. Tartini di Trieste e collabora con  la Scuola di Musica della Fondazione Musicale Santa Cecilia di Portogruaro. Nel luglio del 2011 è stata eletta\, in rappresentanza per l’Italia\, nel Board of Directors del World Harp Congress\, organizzazione arpistica mondiale. Dal 2014 inoltre fa parte del Comitato Artistico dell’Associazione Italiana dell’Arpa. \n  \n 
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SUMMARY:"A bordo fiume": concerto/evento per TerrEvolute
DESCRIPTION:“A BORDO FIUME”\nConcerto / evento per il festival della bonifica “TerrEvolute”\, all’interno della  16° edizione di Terre dei Dogi in Festa \nDaniele Labelli\, pianoforte\nAlessandro Turchet\, contrabbasso\nFilippo Facca\, voce recitante\n \nDurante l’evento saranno videoproiettati alcuni quadri di Giovanni Cesca ed effettuate letture di testi legati al territorio \nMusiche originali di Daniele Labelli\, tratte dall’album A Bordo Fiume \n  \n\nIngresso gratuito con posti a sedere limitati\, gradita la prenotazione \n\n\n\n\n\n\n\n\n\n\n\n\n\nPrenota il tuo posto on line
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SUMMARY:Primo concerto degli studenti della Scuola di Musica
DESCRIPTION:Primo concerto degli studenti della Scuola di Musica Santa Cecilia\n  \nSi esibiranno:\n\nLEONARDO CHIANDOTTO\, chitarra\nClasse di chitarra del M° Gianni Cuzzolin\n\nGLORIA GELSOMINO\, pianoforte\nClasse di pianoforte del M° Claudia Toneguzzo\n\nIRIS CANDITO\, pianoforte\nClasse di pianoforte del M° Umberto Berti\n\nGABRIELE BENVENUTO\, pianoforte\nClasse di pianoforte del M° Irina Bossina\n\nMARGHERITA PAULON\, pianoforte\nClasse di pianoforte del M° Irina Bossina\n\nSOFIA LETTIERI\, flauto\nMARGHERITA PAULON\, pianoforte\nClasse di flauto del M° Petra Lechtova Scarpa\n\nIn programma musiche di autori vari\n\nIngresso libero\n 
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SUMMARY:Cipì
DESCRIPTION:Fondazione AIDA\nCIPÌ\n\ncon Annachiara Zanoli\nscenografia e pupazzi di Caterina Marcioni\nregia di Lucia Messina\ntecnica Teatro di figura\n\n \nper i bambini da 3 a 8 anni: SCUOLA PRIMARIA 1° ciclo (classi 1^ e 2^) \n  \nLo spettacolo\nCipì è un esuberante passerotto con tanta voglia di esplorare il mondo. Fin dalla nascita il nido gli sta stretto e i consigli della mamma non bastano a frenare la sua curiosità: il desiderio di conoscere il mondo è sempre più forte di qualsiasi prudenza. Eppure questa sua ribellione lo porta a misurarsi con grandi esperienze ed imprese: scopre le bellezze della natura\, il valore dell’amicizia\, impara a difendersi dai pericoli e lottare sempre per la verità. Alla fine\, diventa padre e insegna ai suoi figli “ad essere laboriosi per mantenersi onesti\, ad essere buoni per poter essere amati\, ad aprire bene gli occhi per distinguere il vero dal falso\, ad essere coraggiosi per difendere la libertà”. \nMario Lodi\nMario Lodi è stato un maestro rivoluzionario e il suo impegno pedagogico per una scuola nuova\, basata sul rispetto del bambino\, sull’ascolto e sulla libertà di apprendimento\, ha ispirato molti giovani insegnanti dando un’importante spinta di cambiamento al mondo dell’istruzione. Nello spettacolo sono sviluppati temi legati alla formazione del bambino: la curiosità e il desiderio di essere sé stessi\, che richiede a volte un po’ di trasgressione; lo sviluppo dell’identità attraverso l’esperienza e il ruolo fondamentale dei genitori nell’accompagnare questo percorso; la relazione con l’altro\, in termini di gioco\, amicizia e amore. \nI pupazzi e le scene\nNascono dall’incontro con Caterina Marcioni\, dal 1995 scenografa realizzatrice per la Fondazione Arena di Verona\, che grazie ai suoi percorsi in ambito scenografico e sartoriale ha maturato un’ampia e specifica conoscenza di tecniche e materiali. \nNote di regia\n“Allora mi alzai dal mio posto e pensai: La scuola a cosa serve? Un piccolo gruppo di bambini può cambiarla\, può trasformarla in un luogo di gioco? Mi alzai e andai in mezzo a loro a guardare il mondo dalla finestra.” In occasione del centenario della nascita di Mario Lodi\, possiamo ricordare con questa frase il suo essenziale contributo al mondo della pedagogia. La necessità di un cambio di visione\, di uno spostamento\, non sempre comodo da parte del maestro\, che mostra come l’atto educativo sia prima di tutto un incontro. Così è nata la storia di Cipì\, scritta da un maestro e dai suoi allievi\, immaginata guardando fuori dalla finestra. Questa apertura al gioco e all’immaginazione è anche la nostra linea guida. \n\n\n\n\n\n\n\n\n\n\n\n\n\n\n\n\n\n\n\n\n\nmateriale informativo e scheda d’adesione
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LOCATION:Teatro Comunale Luigi Russolo\, Via Silvio Pellico\, Portogruaro\, Venezia\, 30026\, Italia
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SUMMARY:Recital pianistico di Federico Lovato\, Francesca Sperandeo\, Lucrezia De Vecchi
DESCRIPTION:FEDERICO LOVATO\, pianoforte\n  \nArnold Schönberg (1874 – 1951) \n6 Kleine klavierstücke op. 19 \n  \nJohannes Brahms (1833 – 1897) \nIntermezzo op. 118 n. 6 \n  \nLudwig van Beethoven (1770 – 1827) \nSonata per pianoforte in mi maggiore op. 109 n. 30 \n  \n\nFRANCESCA SPERANDEO e LUCREZIA DE VECCHI\, pianoforte a 4 mani\n  \nHans Poser (1917 – 1970) \nSonata op. 17 per pianoforte a 4 mani \n  \nPaul Hindemith (1895 – 1963) \nValzer op. 6 \n  \nAlfredo Casella (1883 – 1947) \nFox-Trot \n  \nFEDERICO LOVATO\nHa studiato col padre Giorgio e con Ezio Mabilia\, diplomandosi in pianoforte nel 1995 presso il Conservatorio “B. Marcello” di Venezia col massimo dei voti\, lode e menzione speciale; nel 1997 consegue anche il diploma in violoncello. In seguito\, nel 1997 e nel 2001\, sotto la guida di Piero Rattalino ottiene i Diplomi di Concertismo presso la Fondazione Musicale “Santa Cecilia” di Portogruaro e “Incontri col Maestro” di Imola; prosegue poi la sua formazione artistica per la musica da camera con B. Greenhouse\, M. Flaksman e gli interpreti del “Trio di Parma”. Vincitore di concorsi nazionali e internazionali\, ha intrapreso un’intensa attività concertistica che lo ha portato a suonare ripetutamente in festival e stagioni di prestigio\, in Europa\, Asia e Americhe sia in veste di solista\, anche con orchestra (Orchestra di Padova e del Veneto\, Sinfonica Abruzzese\, Chorean chamber orchestra\, RTV di Lubiana\, Filarmonica di Zagabria\, Teatro la Fenice di Venezia\, Filarmonica di Sibiu\, Matsumoto Chamber Orchestra)\, sia di camerista (con R. Fabbriciani\, M. Somenzi\, B. Cavallo\, V. Mendelssohn\, M. Flaksman\, J. Ocic\, L. Vignali\, Tammittan ensemble\, D. Nordio). Col fratello Francesco\, violinista\, e il cornista Guglielmo Pellarin costituisce l’Opter Ensemble\, col quale\, oltre al repertorio tradizionale\, esegue arrangiamenti e prime esecuzioni assolute al trio dedicate. Ha inciso per Dynamic\, Audite\, Challenge Records\, e registrato per la RTV croata\, RAI Radio 3. È docente presso il Conservatorio “J. Tomadini” di Udine e presso la Fondazione Musicale “Santa Cecilia” di Portogruaro. \nFRANCESCA SPERANDEO\nHa compiuto gli studi musicali presso la Fondazione Musicale “Santa Cecilia” di Portogruaro\, sotto la guida del M° Lucrezia De Vecchi\, diplomandosi brillantemente al Conservatorio “Pollini” di Padova all’età di 19 anni. Ha seguito corsi di perfezionamento pianistico tenuti dai Maestri G. Lovato e K. Bogino e corsi di musica da camera dei Maestri A. Specchi\, B. Baraz\, del Trio di Parma e del Trio di Trieste presso la Scuola del “Trio di Trieste” del Collegio del Mondo Unito di Duino. Ha ottenuto numerosi riconoscimenti in diversi concorsi sia in formazione cameristica che come solista\, tra i quali il primo premio alla Rassegna Internazionale Giovani Pianisti di Recanati\, al Concorso Musicale di Sesto S. Giovanni\, al Concorso Musicale “Città di Grosseto”\, al Concorso pianistico “Liburni Civitas”\, al Concorso Internazionale di Interpretazione Musicale “Città di Arenzano”\, alla Rassegna Musicale di S. Pietro in Vincoli\, al Concorso per Musicisti “Città di Massa”\, il secondo premio al Concorso “Gino Gandolfi” di Salsomaggiore e al Concorso Musicale Europeo “Città di Moncalieri”. Ha ottenuto in duo con il violoncellista Giacomo Grava il Diploma di merito nell’ambito dei Corsi di Alto Perfezionamento Musicale tenuti dai Maestri del “Trio di Trieste” affiancati dal violoncellista E. Bronzi e dalla pianista M. Jones presso la Scuola del Collegio del Mondo Unito di Duino.. È la pianista del Trio Operacento con il quale svolge un’intensa attività concertistica e ha ottenuto importanti riconoscimenti tra cui il primo premio al Concorso “Nuovi Orizzonti” di Arezzo\, al Concorso Internazionale di musica da camera “Alpe Adria” di Majano (Udine) e al Concorso Internazionale di Musica da Camera “Luigi Nono” di Venaria Reale (To)\, il secondo premio al Concorso Internazionale “Rovere d’oro” di Imperia. Con il Trio Operacento ha registrato un cd per Radio Tre di brani composti da D. Zanettovich\, P. Longo e G. Coral ed è stata invitata a partecipare all’Akademie für Kammermusik Lockenhaus\, all’interno dell’omonimo Festival Internazionale\, durante la quale ha seguito le lezioni del M.o Alexander Lonquich. È stata pianista accompagnatrice della classe di violoncello della Internationale Sommerakademie Universität Mozarteum di Salisburgo. Laureata in Scienze dell’Educazione e in Scienze della Formazione Primaria\, è docente di pianoforte al liceo musicale “XXV Aprile” di Portogruaro e presso la Fondazione Musicale “Santa Cecilia” di Portogruaro. \nLUCREZIA DE VECCHI\nHa compiuto i suoi studi musicali presso l’Istituto “Santa Cecilia” di Portogruaro nella classe del M° Camillo Battel\, diplomandosi poi al Conservatorio “Benedetto Marcello” di Venezia con il massimo dei voti e la lode. Ha continuato gli studi con il M° Giorgio Lovato e\, presso i Corsi di perfezionamento dell’Estate Musicale\, con il M° Kostantin Bogino. Presso il Conservatorio di Trieste ha approfondito il repertorio clavicembalistico nella classe del M° Maria Pia Jacoboni. Ha svolto attività concertistica soprattutto in duo pianistico con Daniele Dazzan\, partecipando a vari concorsi nazionali e internazionali e conquistando tre secondi premi e cinque primi premi assoluti\, nonché il diploma di finalista al Concorso Internazionale per complessi da camera “Sergio Lorenzi” di Trieste. Dal 1977 è insegnante presso la scuola di musica “Santa Cecilia” di Portogruaro\, dove ha preparato innumerevoli allievi a sostenere esami di compimento e diploma presso i Conservatori\, contribuendo così anche alla formazione del personale insegnante dell’attuale Fondazione. Numerosi suoi allievi hanno preso parte a competizioni pianistiche e di musica da camera\, ottenendo sempre risultati lusinghieri. Dal 1995 cura l’allestimento dei programmi per gli esami di fine livello della scuola di pianoforte\, ponendo particolare attenzione ai repertori didattici meno frequentati. È inoltre titolare della cattedra di Pianoforte presso la sezione ad indirizzo musicale dell’Istituto Comprensivo “G. Pascoli” di Portogruaro. \n 
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SUMMARY:L'acciarino magico
DESCRIPTION:Il baule volante\nL’ACCIARINO MAGICO\n\nda Hans Christian Andersen\ndi e con Andrea Lugli\ne con l’accompagnamento sonoro dal vivo di Stefano Sardi\nuna produzione Accademia Perduta/Romagna Teatri\nrealizzata con il sostegno di Fondazione Teatro Comunale di Ferrara\n \nper i bambini dai 5 ai 10 anni: SCUOLA PRIMARIA 2° CICLO (classi 3^ – 4^ – 5^) \nUn-due un-due!\nUn soldato marciava tornando dalla guerra!\nIl suo zaino era quasi vuoto e la sua pancia pure\, ma nel cuore aveva grandi speranze e sentiva il mondo sorridergli. Cammina cammina incontra una strega che\, in cambio del suo coraggio\, gli offre monete d’oro\, d’argento\, rubini e diamanti. E’ solo la prima di una serie di avventure mirabolanti dove trovano posto un cane fatato\, ricchezze\, fortuna ma anche pericoli\, vicoli oscuri\, speranze\, profezie\, incontri misteriosi\, l’amore di una bella principessa e persino un immancabile lieto fine.\nCosa chiedere di più a una fiaba?\nNiente\, ora dobbiamo solo fare silenzio dentro e fuori di noi\, e ascoltarla.\nLo spettacolo presenta una fiaba di Andersen meno frequentata ma\, non di meno\, cara all’immaginario collettivo per i significati reconditi che racchiude: la speranza verso il futuro\, l’indomita forza della gioventù\, l’importanza del coraggio ma anche della prudenza e ancora\, saper andare nel profondo\, superare la paura\, domare l’ “animale misterioso e potente” nascosto laggiù\, farselo amico e poi\, nei momenti di pericolo\, saperlo evocare e persino cavalcare.\nLa voce e il corpo narrante di Andrea Lugli si arricchiscono\, in questa avventura\, della voce di Stefano Sardi con i suoi virtuosismi e con le sue sorprese: canto\, suono\, evoluzioni multimediali con la pedaliera multi-effetto alla ricerca di suggestioni meta-melodiche che prendono per mano e portano dentro la storia.\nL’Acciarimo magico\, prosegue il percorso del Baule Volante sulla narrazione proponendo un percorso sull’ascolto. Quell’ascolto e quell’attenzione così difficili da carpire e ottenere da un pubblico sempre più abituato a guardare immagini che si susseguono a ritmo vertiginoso richiedendo parabole di attenzione sempre più brevi. \nQui si ascolta.\nQui si immagina.\nQui ci si ferma.\nQui servono concentrazione e attenzione.\nQui gli occhi si sgranano. \n“La fiaba\, mentre intrattiene il bambino\, gli permette di conoscersi e favorisce lo sviluppo della sua personalità. Aiuta il bambino a stimolare l’immaginazione\, a sviluppare l’intelletto\, a chiarire le emozioni\, ad armonizzarsi con le sue ansie e aspirazioni\, a riconoscere appieno le difficoltà che incontra nella vita quotidiana. Nel contempo suggerisce soluzioni ai problemi che lo turbano e questo senza mai sminuirne la gravità e l’importanza.”\nB. Bettelheim (da Il mondo incantato\,1976) \n\n\n\n\n\n\n\n\n\n\n\n\n\n\n\n\n\n\n\n\n\n\n\n\n\n\n\n\n\n\n\n\n\n\n\nmateriale informativo e scheda d’adesione
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SUMMARY:L'arca di Noè
DESCRIPTION:La Piccionaia\nL’ARCA DI NOE’\n\ntesto\, regia e figure Gianni Franceschini\nNoè Nicola Pazzocco\nvideo-audio-luci e musiche Giancarlo Dalla Chiara\nscene a cura degli ospiti del SAO Don Calabria di Verona\n\n \nper i bambini dai 3 ai 7 anni: SCUOLA DELL’INFANZIA \nL’ambiente in cui viviamo va difeso e rispettato ogni giorno con l’impegno di tutti.\nSe un giorno succedesse qualcosa di veramente brutto per la natura\, animali e piante e per tutta l’umanità sarebbe una catastrofe irrimediabile.\nRiprendendo la storia di Noè che salvò il regno animale dal diluvio\, un Noè nostrano\, difronte ad un disastro ecologico\, alla guerra\, all’inquinamento causato dall’uomo\, costruisce un’immaginabile arca con cui viaggiare verso un mondo non inquinato\, pacifico\, sereno e sano.\nPorta con sé gli animali che vivono vicino a lui e nell’accoglierli li presenta e ci racconta di loro\, delle loro abitudini e caratteristiche. Con sé porta anche i due giovani\, Maria e Giovanni\, come a rappresentare il futuro dell’umanità e la continuità della vita. \nNoè racconta come tutto è successo tempo prima\, gioca\, modifica lo spazio scenico costruendo l’arca. Mostra gli animali\, dipinti e animati in figure\, con filastrocche e giochi di parole ne racconta la storia e le indoli\, collegandole alla tradizione popolare\, alla letteratura d’infanzia e al sapere comune.\nLa musica sottolinea la vicenda e i protagonisti.\nIl disastro ambientale\, la guerra e la distruzione imminenti sono evocati all’inizio dello spettacolo con proiezioni di disegni e pitture. \n\n\n\n\n\n\n\n\n\n\n\n\n\n\n\n\n\n\n\n\n\n\n\n\n\n\n\n\n\n\n\n\n\n\n\n\nMateriale informativo e scheda d’adesione
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SUMMARY:Un elefante si dondolava
DESCRIPTION:UN ELEFANTE SI DONDOLAVA\n\ndi e con Roberto Frabetti/Gianluigi Marra e Lorenzo Monti\nregia di Valeria Frabetti\noggetti e scenografie di Vanni Braga \n\nSpettacolo per bambini da 1 a 3 anni\nUn elefante si dondolava sopra al filo di una ragnatela\ne trovando la cosa interessante andò a chiamare un altro elefante… \nSe un elefante può dondolarsi sopra al filo di una ragnatela\, allora tutto può diventare possibile.\nUn elefante si dondolava… è una storia un po’ strana\, forse vera o forse no…\nUna storia piena di cose possibili e impossibili e di cose impossibili che diventano possibili\, come accade nei sogni.\nÈ la storia di un sogno dove la città si trasforma e il cielo si riempie di palloncini\, mentre appare la luna. Case basse\, di forme strane\, e grattacieli altissimi\, tra i quali è teso un filo di ragnatela sul quale due elefanti si dondolano cantando\, e che all’improvviso si spezza.\nInizia così la ricerca di un nuovo filo\, perché il ragno è stanco di vedere i suoi fili distrutti\, uno dopo l’altro\, dagli elefanti equilibristi.\nUn sogno che si riempie di incontri inaspettati: i due elefanti equilibristi\, il ragno\, l’omino col megafono\, il gatto vestito di verde e il suo camion giallo\, il topolino dalla lunga coda rosa che vuole mangiare un po’ di formaggio lunare\, l’orso e il canguro che si rincorrono in triciclo ridendo e cercando un filo che non c’è\, il coniglio con cappello e monopattino…\nUna ricerca che passa da un filo all’altro\, mentre gli elefanti diventano sempre più tristi\, non potendo dondolarsi insieme.\nUna ricerca che si risolve solo grazie a un temporale improvviso pieno di pioggia e lampi. I fulmini si scaricano sui grattacieli\, che potrebbero incendiarsi in un attimo se… se non ci fosse il parafulmine\, puro acciaio zincato\, perfetto come filo per gli elefanti.\nChe non sono più solo due\, perché trovando la cosa interessante\, vanno a chiamare un elefante e un altro ancora.\nTanti elefanti\, di tutti i colori… gialli\, verdi\, viola e blu\, che si dondolano sul filo a cantare\, guardando la luna… \n\n\n\n\n\n\n\n\n\n\n\n\n\n\n\n\n\n\n\n\n\n	Per motivi legati alle modalità di accesso in sala\, i biglietti non posso essere venduti on line. Per acquistare il biglietto bisogna recarsi presso la biglietteria del teatro.
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SUMMARY:Nunsense...il Musical delle Suore!
DESCRIPTION:Teatro Stabile d’Abruzzo e Compagnia dell’Alba\n \nNUNSENSE…IL MUSICAL DELLE SUORE!\ndi Dan Goggin \ntraduzione e adattamento Fabrizio Angelini e Gianfranco Vergoni \n–\ncast\nLa Reverenda Madre\, Suor Maria Regina al secolo Fioretta Mari\nSuor Uberta al secolo Carolina Ciampoli/Laura del Ciotto\nSuor Robertanna al secolo Valentina Di Deo/ Monja Marrone\nSuor Amnesia al secolo Alberta Cipriani\nSuor Leonella al secolo Giulia Rubino\n \n– \n  \nDirezione Musicale Gabriele De Guglielmo\nScene Gabriele Moreschi\nAbiti Di Pamela De Santi\nRealizzati Da Marcella Zappatore \nRegia & Coreografie Fabrizio Angelini in collaborazione con Gianfranco Vergoni\nRegista associata Alessia De Guglielmo\nLight Designer Alberto Tizzone\nSound Designer Alberto Soraci\nAssistente alla regia Jacopo Dolce \n  \nAbbiamo visto insieme questo spettacolo a New York nel 1992\, e fu esilarante. Ci colpirono la sua vena simpaticamente ironica\, e il fatto che tutto avvenisse davvero lì\, in quel momento\, quasi improvvisato insieme al pubblico da questo gruppo di suore che erano delle eccellenti performer talmente straordinarie da non sembrarlo. Già allora pensammo che sarebbe stato un esempio di lavoro interessante anche con delle attrici nostrane. Il testo ci capitò per caso tra le mani qualche anno dopo nel negozio di Samuel French a Londra e riuscimmo successivamente a recuperare anche il cd con le canzoni. Nella nostra versione\, in particolare nella traduzione e nell’adattamento\, la vicenda è trasferita in Italia ai giorni nostri\, per il desiderio di arrivare più direttamente al cuore degli spettatori. Le suore sono ben calate nella vita di oggi con tutti i nessi e connessi\, ben informate sugli avvenimenti e sulla cronaca. Nonché sugli eventi televisivi. Non a caso vengono citati alcuni personaggi a loro molto vicini: Suor Paola\, Suor Germana\, Don Mazzi…e il sottotitolo “…le amiche di Maria…” è tutto un programma…\nFabrizio Angelini & Gianfranco Vergoni \nTrama:\nImpegnate in una partita di Bingo dalle Focolarine\, la Reverenda Madre\, Suor Uberta\, Suor Robertanna\, Suor Leonella e Suor Amnesia\, sopravvivono alla fatale zuppa al finocchio che la povera Suor Giulia ha servito per cena alle cinquantadue sorelle del Certosino Zelo. Tornate in convento\, le cinque protagoniste trovano tutte le consorelle con la faccia nella minestra! Non avendo la possibilità economica di seppellirle tutte\, sono costrette a conservare le ultime quattro sfortunate…nel congelatore! Ma le amiche di Maria non si danno per vinte e mettono in scena uno spettacolo per raccogliere il resto dei soldi. Uno spettacolo pieno di colpi di scena che ci racconteranno le interessanti storie delle nostre suore. Un musical travolgente che è stato secondo nella storia di Off-Broadway come permanenza continuativa in scena (8 anni)\, che ha vinto diversi premi\, tra i quali come quello di “Miglior Musical”. \n\n\n\n\n\n\n\n\n\n\n\n\n\n\n\n\n\n\n\n\n\n\n\n\n\n\n\n\n\n\n\n\n\n\n\n\n\n\n\n\n\nClicca qui per acquistare il biglietto on line
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SUMMARY:Barbablù e Rossana
DESCRIPTION:Compagnia Teatrale Mattioli\nBARBABLÙ E ROSSANA\n\ndi Monica Mattioli\nregia Monica Mattioli e Alice Bossi\nconsulenza Dr.ssa Viviana Seveso\ncostumi Barbara Livecchi\nscenografie Elena Colombo\ndisegno luci Beppe Sordi\ncon Monica Mattioli \nBarbablù e Rossana ”affonda le radici nella fiaba popolare “Barbablù” di Charles Perrault.\nUn’attrice-narratrice\, mantenendo il sapore originale della fiaba\, dà corpo e voce ai due protagonisti: Barbablù e Rossana\, appunto\, utilizzando alcuni oggetti simbolo.\nLe rose rosse segnano l’inizio di un amore. La chiave apre la stanza proibita. Le lanterne dorate segnano la strada da non percorrere.\nE la barba di corde blu ammalia\, abbraccia\, protegge ma\, via via\, stringe fino a fare male.\nImmagini poetiche ed evocative\, momenti esilaranti\, atmosfere ricche di tensione emotiva\, musiche avvolgenti per raccontare una fiaba antica che forse così antica non è.\nUna storia d’amore? … Forse.\nO forse una storia come tante. Come tante storie di ogni giorno.\n“Barbablù e Rossana” insegna ad ascoltarsi e a non lasciarsi manipolare\, ribellandosi di fronte a relazioni che soffocano\, inibiscono e annullano.\nPensiamo sia fondamentale che le donne e gli uomini di domani imparino fin da piccoli “che cos’è l’amor”\, inteso come espressione di rispetto\, di sincera\, reciproca e libera condivisione dei propri sentimenti. \nSpettacolo teatrale dai 9 ai 14 anni e famiglie \n\n\n\n\n\n\n\n\n\n\n\n\n\n\n\n\n\n\n\n\n\n\n\n\n\n\n\n\n\n\n\n\n\n\n\nmateriale informativo e scheda d’adesione
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SUMMARY:La vedova allegra
DESCRIPTION:Compagnia Corrado Abbati \nLA VEDOVA ALLEGRA\nOperetta di Franz Lehàr\nsu libretto di Victor Léon e Leo Stein da un soggetto di Henri Meilhac\ntraduzione e adattamento Corrado Abbati\nPrima rappresentazione: Vienna\, Theater an der Wien\, 30 dicembre 1905 \nAdattamento e regia: Corrado Abbati \n  \nLa Vedova Allegra è senz’altro l’operetta più popolare e più amata in tutto il mondo ed è un capolavoro di genuina ispirazione dove i protagonisti sono coinvolti in un vorticoso e divertente scambio di coppie\, di promesse\, di sospetti e di rivelazioni. Un parapiglia che\, come è naturale che sia in una operetta\, al termine si ricompone nel migliore dei modi con il matrimonio fra la bella vedova Anna Glavari e l’aitante diplomatico Danilo.\nCosì\, nel finale\, tutti cantano la celeberrima marcetta “E’ scabroso le donne studiar!” in una Parigi elegante e spensierata\, come elegante e spensierata vuole essere questa nuova e smagliante edizione de La Vedova Allegra. \nNel 1861 il commediografo e librettista francese Henri Meilhac (lo stesso della Carmen di Bizet)\, scrisse un piacevole vaudeville che però divenne famosissimo solo molti anni dopo\, nel 1905\, grazie alla musica di Franz Lèhar: era nata La Vedova Allegra.\n“Non si offenda \, ma questa non è musica”. Questa frase\, dettata dallo stesso Lèhar\, apparve incisa sulle medaglie omaggio che la direzione del Teatro An der Wien offrì in occasione della trecentesima replica de La Vedova Allegra: una rivincita che il musicista volle concedersi nei confronti della direzione del teatro stesso e dei critici\, che la sera della prima gli avevano rivolto quello scettico e non lungimirante apprezzamento. Ma forse avevano ragione. La Vedova Allegra non è musica\, è molto di più: è una emozione\, una esperienza sensitiva che si stampa a lungo nella memoria di chi l’ascolta.\nLa Vedova Allegra è un capolavoro di genuina ispirazione dove i protagonisti sono coinvolti in un vorticoso e divertente scambio di coppie\, di promesse\, di sospetti e di rivelazioni. Un parapiglia che\, come è naturale che sia in una operetta\, al termine si ricompone nel migliore dei\nmodi con il matrimonio fra la bella vedova Anna Glavari e l’aitante diplomatico Danilo.\nCosì\, nel finale\, tutti cantano la celeberrima marcetta “E’ scabroso le donne studiar!” in una Parigi elegante e spensierata\, come elegante e spensierata vuole essere questa edizione de La Vedova Allegra\, dove si va da Maxim (ancora oggi simbolo mondano-turistico parigino)\, si danno nomi capricciosi alle donnine che allietano le serate piccanti dei diplomatici\, si cantano valzer pervasi da un erotismo scintillante\, si ballano indemoniati can-can e si ama con assoluta gaiezza in una atmosfera spensierata e contagiosa che assimila attori e pubblico. Ed è in questa sinergia che l’operetta vola sulle ali del canto\, della danza\, della prosa\, della maschera\, del gesto facendosi teatro perfetto o\, in modo meno presuntuoso\, perfettamente teatrale. E dopo 150 anni la storia della Vedova Allegra è ancora qui fra di noi ed è ancora oggi uno degli spettacoli più rappresentati al mondo; cosa è dunque successo? Nulla nella partitura di Lèhar\, molto in chi capisce che si può tranquillamente accettare la dimensione intellettuale della nostalgia che rende più sereni…..e chi\, di questi tempi\, non ne ha bisogno? \n\n\n\n\n\n\n\n\n\n\n\n\n\n\n\n\n\n\n\n\n\n\n\n\n\n\n\nClicca qui per acquistare il biglietto on line
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CATEGORIES:Stagione Teatrale 2023/2024,Teatro Brillante
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SUMMARY:Sogno di una notte di mezza estate
DESCRIPTION: Teatro Stabile del Veneto – Produzione 2021\n \nSOGNO DI UNA NOTTE DI MEZZA ESTATE\ndi William Shakespeare\nversione italiana e regia Giorgio Sangati \n– \nscene Alberto Nonnato\ncostumi Eleonora Rossi\nluci Paolo Pollo Rodighiero\nsound design e musiche Giovanni Frison\ncura del movimento Marco Angelilli \n– \ncon Elena Arvigo\, Luciano Roman\, Valerio Mazzucato \ne con attori e attrici della Compagnia Giovani del Teatro Stabile del Veneto\nMaria Anolfo\, Giulia Briata\, Riccardo Bucci\, Elena Ferri\, Riccardo Gamba\, Gaia Magni\, Marco Sartorello\, Massimo Scola\, Martina Testa\, Paolo Tosin\n–\nassistente alla regia Tommaso Fermariello\n–\nfoto Serena Pea\n \n– \nproduzione 2021 Teatro Stabile del Veneto \n  \nIl Progetto della Compagnia Giovani è parte dell’Accordo di Programma tra Regione Veneto e Teatro Stabile del Veneto con la partnership di Accademia Teatrale Veneta per la realizzazione di un Ciclo Completo di Formazione Professionale per Attori – Modello TeSeO Veneto – Teatro Scuola e Occupazione (DGR n. 1037 del 17 luglio 2018). Gli attori della Compagnia Giovani sono diplomati presso Accademia Palcoscenico e Accademia Teatrale Veneta. \n  \nha debuttato il 09 luglio all’Estate Teatrale Veronese 2021 \n  \nLO SPETTACOLO \nIl duca di Atene\, Teseo\, si appresta a sposare Ippolita\, regina delle amazzoni\, ma i preparativi delle nozze sono interrotti da Egeo\, padre di Ermia che invoca la legge dello stato per imporle di sposare Demetrio\, a sua volta amato da Elena\, da lui rifiutata. Ermia\, però\, ama Lisandro\, che la covince a fuggire dalla città per raggiungere un luogo dove poter coronare il loro sogno d’amore.\nElena\, informata della fuga\, informa Demetrio e i quattro giovani si ritrovano tutti nel bosco. Nel frattempo una compagnia teatrale di artigiani\, capitanata dall’istrionico Bottom decide di andare a provare una recita da presentare la notte delle nozze di Teseo proprio nel bosco. Questo non-luogo selvaggio è popolato da fate e folletti\, guidati da Oberon\, re degli spiriti e Titania\, regina delle fate\, a loro volta amanti\, ma al momento in lotta tra loro per via di un giovane paggio conteso. Le tre trame finiscono per incrociarsi: le coppie di innamorati\, sotto l’effetto di incantesimi\, scoppiano e si rimescolano e per opera di Puck\, fool servo di Oberon Bottom verrà trasformato in un mostro con la testa d’asino di cui si innamorerà Titania\, sotto l’effetto di un filtro d’amore. Tutto sembra precipitare in un caos pericolosamente violento\, ma al termine della notte\, sempre per opera degli spiriti\, ogni cosa tornerà a posto: Oberon e Titania ritroveranno la loro armonia\, le coppie di amanti si ricomporranno e convoleranno a nozze ad Atene in un triplo rito insieme a Teseo e Ippolita. Anche Bottom tornerà al suo aspetto umano e insieme agli artigiani reciterà\, non senza tragicomici incidenti davanti alla corte. Al termine della recita suona la mezzanotte\, è tempo di tornare a dormire\, ma rimane l’eco di questa notte folle\, di questo sogno\, di questo incubo e ci si chiede: ma abbiamo sognato o eravamo svegli? \n  \n  \n\n\n\n\n\n\n\n\n\n\n\n\n\n\n\n\n\n\n\n\n\n\n\n\n\n\n\n\nhttp://teatrorussolo.it/wp-content/uploads/2021/09/Teaser_SognoDiUnaNotteDiMezzaEstate_TSV.mp4\n\n\n\n\n\n\n\n\n\n\n\n\n\nClicca qui per acquistare il biglietto on line
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SUMMARY:Noches de Buenos Aires
DESCRIPTION:Light Can Dance – Tango Rouge Company \nNOCHES DE BUENOS AIRES \ncoreografie Neri Piliu e Yanina Quinones\norchestra dal vivo Tango Spleen Orquestra \nUn tango che prima di immergersi nei lustrini del palcoscenico ha attraversato la polvere delle strade. Un tango che irrompe nei giochi dei bambini\, prima di stravolgere le dinamiche di seduzione degli adulti. Un tango che\, pur popolando l’Olimpo delle arti\, non abbandona mai l’universo del divertimento. Un tango che esprime passione\, drammaticità e benessere. Questa la sintesi dello spettacolo di tango argentino Noches De Buenos Aires. A fare da sfondo alle esibizioni degli otto ballerini\, accompagnati da un’orchestra dal vivo\, c’è una teatralità delicata\, naturale e finalizzata alla costruzione di una narrazione appena accennata: un racconto di crescita del tango\, nel tango e per il tango. \n\n\n\n\n\n\n\n\n\n\n\n\n\n\nhttp://teatrorussolo.it/wp-content/uploads/2020/10/Tango-Rouge-Company.mp4\n\n\n\n\n\n\n\n\n\n\n\n\n\n\n\n\n\n\n\n\n\n\n\n\n\n\nClicca qui per acquistare il biglietto on line
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SUMMARY:Sani!
DESCRIPTION:Marco Paolini \nSANI!\nteatro fra parentesi: le mie storie per questo tempo\nmusiche originali  Saba Anglana e Lorenzo Monguzzi \nchitarra e voce Lorenzo Monguzzi \nluciaio Michele Mescalchin\nfonico Piero Chinello \ndirezione tecnica Marco Busetto \nproduzione Michela Signori\, JOLEFILM \n  \nSani è parola che canta\, concerto\, ballata popolare che in un dialogo stretto alterna storie e canzoni. Così in SANI! ogni storia e ogni canzone raccontano qualcosa\, alcuni temi si intrecciano ma la trama resta leggera come deve essere in un concerto.\nIl filo conduttore è autobiografico\, nelle sue storie Paolini racconta momenti di crisi piccoli e grandi\, personali e collettivi che hanno cambiato il corso delle cose. Le crisi raccontate come occasioni\, a volte prese al volo\, altre volte incomprese e sprecate.\nSi parte dai temi di fondo della crisi climatica e della transizione ecologica.\nSi parte e si finisce con due storie già narrate ne La Fabbrica del Mondo\, il progetto di Marco Paolini e Telmo Pievani trasmesso da Rai3 a gennaio 2022.\nSi parte dal racconto sul peso del benessere (l’Artificiale) in rapporto al peso della biomassa (il Naturale).\nSulla scena un enorme castello di carte mostra la fragilità dell’equilibrio di ogni sistema ecologico\, naturale o artificiale\, ma la prosa del racconto televisivo a teatro si fa ballata\, permette salti e capriole.\nPaolini racconta le tragicomiche conseguenze del suo primo (e unico) incontro con Carmelo bene nel 1983 che ha cambiato la sua direzione teatrale e subito dopo la contemporanea crisi\ndella guerra fredda che ebbe come protagonista Stanislav Petrov. In rapida successione passando attraverso memorie più lontane\, si arriva alla crisi\, al lockdown del 2000. Il racconto iniziale e quello finale\, Cattedrale\, sono coerenti con il pensiero guida de La Fabbrica del Mondo: non basta avere consapevolezza\, in una crisi servono coraggio e immaginazione\, perché tornare a prima non si può\, desiderarlo è umano ma non è utile\, né pratico.\nSani è un’espressione usata per dare il saluto ai piedi delle Alpi\, nella valle del Piave. Viene da Salus\, riassume il senso del teatro per questo tempo\, un teatro che mette insieme creando ponti.\nSANI! è un abbraccio\, un augurio\, un invito a provarci\, un tonico contro la solitudine in forma di ballata popolare.\nIl punto esclamativo esprime la fiducia nella risposta al saluto degli spettatori. Guadagnarsi quella fiducia\, trasmetterla è la sfida di questo teatro fra parentesi. \n“Ma qual è il messaggio\, scusi?…\nSani! State sani\, ci servite sani cittadini…” \n\n\n\n\n\n\n\n\n\n\n\n\n\n\nhttp://teatrorussolo.it/wp-content/uploads/2021/09/Sani-Qualita-e-dimensione_-Bassa.mp4\n\n\n\n\n\n\n\n\n\n\n\n\n\n\n\n\n\n\n\n\n\n\n\n\n\n\nClicca qui per acquistare il biglietto on line
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SUMMARY:Giusto la fine del mondo
DESCRIPTION:Argot Produzioni e Teatro Metastasio di Prato\n \nGIUSTO LA FINE DEL MONDO\ndi Jean-Luc Lagarce\ntraduzione Franco Quadri\nregia Francesco Frangipane\ncon Anna Bonaiuto\, Alessandro Tedeschi\, Barbara Ronchi\, Vincenzo De Michele\, Angela Curri\nscene Francesco Ghisu\ncostumi Cristian Spadoni\nmusiche originali Roberto Angelini\nluci Giuseppe Filipponio\nfoto Manuela Giusto \n  \nLouis – uno scrittore malato di Aids e prossimo alla morte – dopo essere stato lontano da casa per dodici lunghi anni\, torna nel suo paese natale per rivedere i suoi familiari e comunicare loro la notizia della sua malattia e della sua imminente morte. Ad aspettarlo trova la madre vedova\, i due fratelli Antoine e Suzanne\, e la cognata Catherine. I membri della famiglia reagiscono tutti in maniera diversa all’incontro: la sorella minore Suzanne è sinceramente felice di poter riabbracciare il fratello e\, anche se quasi non lo conosce\, prova un forte senso di abbandono; nel fratello Antoine si riaccende la gelosia verso di lui\, che era sempre al centro dell’attenzione; la cognata Catherine\, una donna gentile e insicura\, cerca di metterlo a suo agio\, stemperando gli eccessi del marito Antoine; la madre Martine\, benché impreparata al ritorno del figlio\, è raggiante e fiduciosa che in famiglia possa tornare il dialogo\, interrotto anni prima o forse mai veramente iniziato. Louis andrà via la sera stessa\, senza aver comunicato ai suoi il vero motivo della sua ‘visita’. \n  \n  \n\n\n\n\n\n\n\n\n\n\n\n\n\n\n\n\n\n\n\n\n\n\n\n\n\n\n\n\n\n\n\n\n\n\n\n\n\n\n\n\n\nClicca qui per acquistare il biglietto on line
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SUMMARY:Rifare Bach
DESCRIPTION:Compagnia Zappalà Danza \nRIFARE BACH\n(la naturale bellezza del creato)\n\n  \ncoreografia e regia Roberto Zappalà\nmusica Johann Sebastian Bach\nun progetto di Roberto Zappalà e Nello Calabrò\ndanzatori Corinne Cilia\, Aya Degani\, Filippo Domini\, Anna Forzutti\, Gaia Occhipinti\, Delphina Parenti\, Silvia Rossi\, Joel Walsham\, Valeria Zampardi\, Erik Zarcone \nluci e scene Roberto Zappalà | costumi Veronica Cornacchini e Roberto Zappalà |\nrealizzazione scene e costumi Theama for Dance\nassistente alle coreografie Fernando Roldan Ferrer\ndirettore tecnico Sammy Torrisi | assistente di produzione Federica Cincotti\nmanagement Vittorio Stasi | ufficio stampa nazionale Veronica Pitea |\ndirezione generale Maria Inguscio\nuna produzione Scenario Pubblico/Compagnia Zappalà Danza Centro Nazionale di Produzione della Danza | in coproduzione con Belgrade Dance Festival (Belgrado)\, Fondazione Teatro Comunale di Modena e MilanOltre Festival (Milano) | coproduzione e residenza Centre Chorégraphique National de Rillieux-la-Pape | in collaborazione con M1 Contact Contemporary Dance Festival (Singapore)\, Hong Kong International Choreography Festival (Hong Kong)\, Teatro Massimo Bellini (Catania)\ncon il sostegno di MIC Ministero della Cultura e Regione Siciliana Ass.to del Turismo dello Sport e dello Spettacolo \n  \nCon questa creazione Roberto Zappalà cura in profondità l’estetica e il linguaggio del corpo\, e lo fa dedicando un’intera serata a Johann Sebastian Bach\, che con la sua musica cristallina e preziosa incarna per il coreografo l’ideale di un’arte pura e “onesta”.\nFar vivere in danza l’ammirazione che Zappalà nutre da sempre per il grande musicista tedesco è stato il fattore trainante che gli ha permesso di comporre tra soli\, duetti\, trii e ensemble\, alcune delle pagine coreografiche a lui più care nella sua trentennale attività. La musica dalla risoluzione perfetta e neutra di Bach ha difatti esercitato un forte richiamo sul coreografo\, rappresentando al contempo il contrasto e la sintesi musicale ideale per la sua danza\, sensuale e istintiva.\nMolte produzioni del repertorio della compagnia (Silent as\, Patria\, Naufragio con spettatore\, ecc) hanno nella colonna sonora alcuni brani di Bach\, da qui il desiderio di ricomporre\, sviluppare ed elaborare in altra forma queste coreografie realizzate nel tempo. La ricorrenza dei 30 anni di attività della Compagnia Zappalà Danza è stato per il coreografo l’occasione per costruire ex-novo e in alcuni casi ri-coreografare questi brani\, e dedicare questo omaggio al suo compositore preferito.\nMolti anni sono trascorsi da quando Roberto Zappalà si è confrontato con una creazione priva di una forte drammaturgia spesso legata al sociale\, in Rifare Bach nessuna drammaturgia articolata e nessun intellettualismo\, soltanto una stretta relazione tra l’estetica più eterea della musica e quella più carnale della danza per un viaggio denso di poesia. \nAl centro della creazione un universo coreografico che mette il corpo\, con la sua naturale bellezza e tutta la sua fragilità\, quale elemento fondante e transito ineludibile. \nLa naturale bellezza del corpo dei danzatori e della musica di Bach ha nella creazione un corollario di suoni della natura e del mondo animale\, come delle mini ouverture che introducono le note bachiane. Una natura quasi da alba dell’umanità dove i suoni dell’oggi\, della sua violenza e tragedia sono ancora assenti. Ascoltare la natura e i suoi “silenzi”\, per un ritorno a un mondo dove sia ancora possibile intendere la “straziante e meravigliosa bellezza del creato“ (1). \nIl titolo ‘Rifare Bach’ vuole anche essere un richiamo alle tante rivisitazioni musicali che nel tempo sono state fatte delle opere del compositore tedesco. E alcune di queste saranno parte della ricerca del coreografo nella composizione musicale dell’opera. \n\n\n\n\n\n\n\n\n\n\n\n\n\n\n\n\n\n\n\n\n\n\n\n\n\n\nClicca qui per acquistare il biglietto on line
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LOCATION:Teatro Comunale Luigi Russolo\, Via Silvio Pellico\, Portogruaro\, Venezia\, 30026\, Italia
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DESCRIPTION:CONTROVENTO\nStoria di aria\, nuvole e bolle di sapone\n\ndi e con Michele Cafaggi\nmusiche originali Marco Castelli\nregia Ted Luminarc\nscenografie: Officine Cervino\ngrafica e decorazioni: Izumi Fujiwara e Stefano Turconi \nOggi è grande festa in Teatro!\nE’ il 15 luglio del 1913 e sul palco c’è un bellissimo Biplano interamente costruito dal nostro Aviatore in persona che\, dopo un breve discorso\, partirà per la Grande Avventura! Tra lo scetticismo di alcuni e l’entusiasmo di altri il nostro Eroe si alzerà presto in volo e ci porterà in mondi sconosciuti\, meravigliosi e lontani\, forse troppo lontani… \n\nRaffiche di vento\, morbide e schiumose nuvole\, gigantesche bolle di sapone ci accompagneranno in un viaggio al di là dei confini terrestri.\nDedicato a tutti i sognatori\, più o meno eroici\, che non hanno mai lasciato nulla di intentato. \n\n\n\n\n\n\n\n\n\n\n\n\n\n\n\n\n\n\n\n\n\n\n\n\n\n\n\n\n\n\n\n\n\n\n\nClicca qui per acquistare il biglietto on line
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LOCATION:Teatro Comunale Luigi Russolo\, Via Silvio Pellico\, Portogruaro\, Venezia\, 30026\, Italia
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SUMMARY:Pigiama per sei
DESCRIPTION:RARA \nPIGIAMA PER SEI\ndi Marc Camoletti\ncon Laura Curino\, Antonio Cornacchione\, Max Pisu\, Rita Pelusio\ne con Roberta Petrozzi\, Rufin Doh Zeyenouin\nscene Nicolas Bovay\ncostumi Gianluca Sbicca\, luci Manuel Frenda\, suono Marco Strobel Ticozzi\ndrammaturgia Paola Ornati\nregia Marco Rampoldi\norganizzazione generale Sara Novarese\ndistribuzione Nidodiragno/CMC – Pigreco Delta – Michela Russo \n  \nIl più classico dei triangoli: lui\, lei\, l’altra. Che diventa un rombo\, nel momento in cui si scopre che il vecchio amico\, invitato dal marito per fungere da alibi durante l’incontro clandestino con l’amante\, è a sua volta l’amante della moglie. Ma la figura diventa un poligono complesso\, allorché la cameriera mandata da un’agenzia\, complice il destino beffardo che vuole che porti lo stesso nome\, viene scambiata per l’amante del marito dall’amico\, ma è costretta a interpretare il ruolo di amante di quest’ultimo agli occhi della moglie\, che è ovviamente gelosa\, ma non può svelarsi finché…\nFinché ognuno è costretto a interpretare un ruolo diverso a seconda di quali siano le persone presenti nella stanza\, in un crescendo turbinante di equivoci e risate. Pigiama per sei è il tipico meccanismo perfetto.\nUn testo in cui lo spettatore si appassiona\, immedesimandosi involontariamente\, per capire come i vari personaggi riusciranno a trovare soluzioni a situazioni che diventano via via più intricate\, fino allo scioglimento dovuto all’arrivo di un ulteriormente inaspettato (e pericoloso) deus ex machina. Il lavoro di Marc Camoletti\, noto per aver scritto esilaranti ‘vaudeville moderni’\, portati al successo da grandi interpreti (a partire dal Boeing boeing cinematografico di Jerry Lewis e Dean Martin)\, presenta un affiatato cast corale ed inedito.\nUno spettacolo lieve\, veloce\, divertente\, che non rinuncia però a fare uno spaccato impietoso della vacuità che caratterizzava i rapporti personali nel pieno degli anni ’80 in cui il testo è nato\, ma che non è migliorata ai nostri giorni. \n\n\n\n\n\n\n\n\n\n\n\n\n\n\n\nClicca qui per acquistare il biglietto on line
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SUMMARY:Le nuove avventure dei musicanti di Brema
DESCRIPTION:LE NUOVE AVVENTURE DEI MUSICANTI DI BREMA\n\ntesti Gigi Bertoni\ncon Tanja Horstmann\, Angela Pezzi\, Maria Regosa\, Renato Valmori\nregia Alberto Grilli\nscene e costumi Maria Donata Papadia\, Angela Pezzi\, Loretta Ingannato\ndirezione musicale Antonella Talamonti\nfoto Stefano Tedioli\nvideo Andrea Pedna\ngrafica Marilena Benini\nuna produzione Teatro Due Mondi col sostegno di Regione Emilia Romagna \nE se gli animali che i fratelli Grimm ci hanno fatto conoscere come I Musicanti di Brema uscissero dalla loro favola o la continuassero fino ai giorni nostri\, se si perdessero nelle nostre città\, che storia racconterebbero?  E se ai protagonisti della nostra storia\, l’asino\, il cane\, il gatto e l’oca\, che si unisce al gruppo dopo la morte del gallo\, capitasse d’incontrare una cicogna disorientata che sta facendo il suo lavoro di distribuire bambini nelle famiglie del mondo\, cosa accadrebbe? Da qui parte il racconto de Le nuove avventure dei Musicanti di Brema\, sulle strade dei nostri Paesi e dell’Europa\, attori e pubblico alla ricerca di una città ospitale\, un luogo che possa accogliere un bambino il cui colore della pelle racconta la provenienza da terre lontane. La storia di quel bambino è la storia dell’intera umanità a volte costretta ad allontanarsi o fuggire dalla propria terra alla ricerca di un luogo migliore nel quale approdare e costruire il futuro. \nLa storia\nI Musicanti\, animali oramai vecchi\, un cane inglese\, un gatto italo-ispanico\, un asino tedesco e un’oca francese\, si guadagnano da vivere cantando\, in giro per il mondo\, buffe e divertenti canzoni e raccontando storie. L’incontro con una cicogna ferita cambia i loro programmi\, un piccolo bambino\, proveniente dall’Africa o dall’Asia\, deve essere consegnato a Madame Europe\, ma la signora e la sua casa non si trovano. Parte allora il viaggio alla ricerca di Via dell’Ospitalità\, viaggio che è continuamente interrotto da situazioni comiche e canzoni che illustrano le diverse tappe e avventure che si susseguono. Un finale a sorpresa farà sì che il pubblico\, accogliendo il bambino in una nuova casa\, diventi protagonista e si riconosca nell’Europa che vorremmo. Gli attori cantanti del Teatro Due Mondi portano in scena maschere zoomorfe\, costumi multicolori e strumenti musicali\, usano lo spazio teatrale in maniera totale ed essenziale. Diverse lingue vengono parlate in una sorta di gramelot comprensibile a tutti\, le rime si rincorrono e si fondono nel canto arricchite da citazioni al mondo dei clown e alle commedie musicali. Come avviene in strada\, l’architettura delle città diventano speciali scenografie e il pubblico protagonista del racconto. \n\n\n\n\n\n\n\n\n\n\n\n\n\n\n\n\n\n\n\n\n\n\n\n\n\n\n\n\n\n\n\n\n\n\n\n\nClicca qui per acquistare il biglietto on line
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SUMMARY:Gran gala: an evening with the stars of ballet
DESCRIPTION:Light Can Dance\, MG Distribuzioni e Antonio Desiderio Management \nGRAN GALA: AN EVENING WITH THE STARS OF BALLET \n  \nAn Evening with The Stars of Ballet è un gala interamente pensato e prodotto in Italia per venire incontro alle esigenze di Artisti e Teatri in questo difficile momento nel quale versa il mondo dello spettacolo dal vivo.\nPartendo dal concetto di voler mettere in scena un evento tutto italiano per supportare i nostri artisti e le nostre maestranze abbiamo riunito per questo progetto alcuni tra i migliori solisti provenienti dalle maggiori Compagnie stabili del Paese.\nLo spettacolo presenta alcuni dei capolavori del repertorio classico: Il Lago dei Cigni\, Cenerentola\, Giselle\, Romeo e Giulietta unite a coreografie contemporanee create appositamente per questo progetto in prima assoluta.\nVirtuosismi e la grande forza comunicativa caratterizzano l’impianto di questo Gala portato in scena da artisti d’eccezione pronti a coinvolgere e affascinare il pubblico con l’universalità del linguaggio della danza\, il quale non conosce barriere e confini.\nIl progetto nasce dalla collaborazione tra Mauro Giannelli e Light Can Dance Produzioni\, storici e grandi distributori e produttori dei più noti eventi di danza in Italia e all’estero e Antonio Desiderio\, manager di lirica e balletto\, rappresentante di importanti nomi della danza internazionale e fondatore della Compagnia “Roma City Ballet”. Le coreografie di questo gala sono curate con grande maestria da Maria Grazia Garofoli\, già Direttore del corpo di Ballo della Fondazione Arena di Verona. \n\n\n\n\n\n\n\n\n\n\n\n\n\n\n\n\n\n\n\n\n\n\n\n\n\n\n\n\nClicca qui per acquistare il biglietto on line
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SUMMARY:Concerto di Capodanno - Orchestra di Fiati della Fondazione Musicale Santa Cecilia
DESCRIPTION:Concerto di Capodanno\n  \nOrchestra di Fiati della Fondazione Musicale Santa Cecilia\nFrancesca Paola Geretto\, soprano\nFederico Lepre\, tenore\nMauro Valente\, direttore\n  \nMusiche di Bizet\, Doss\, Gastaldon\, Granados\, Lehar\, Piazzolla\, Rossini \n  \nLa Fondazione Musicale Santa Cecilia ha il grande piacere di organizzare l’ormai tradizionale ed atteso appuntamento di Capodanno che vede protagonista l’Orchestra di Fiati\, eccellenza quest’ultima\, riconosciuta come una delle espressioni più autentiche del nostro territorio. Questa edizione del concerto coincide anche con la ripresa delle attività del gruppo che\, infatti\, ha vissuto un prolungato periodo di sosta di quasi due anni; ciò dovuto alle restrizioni dettate dai protocolli sanitari in vigore. L’eclettico programma prevede brani di musica colta tratti dal repertorio romantico quali overture e danze ma anche brani d’opera e operetta con la partecipazione di cantanti solisti. La seconda parte spazierà dalla musica originale per wind orchestra ai generi della musica swing\, latin-rock\, pop. \nL’organico come al solito coinvolgerà studenti e insegnanti della scuola di musica della Fondazione Musica Santa Cecilia ma anche studenti\, collaboratori e professionisti provenienti dalle scuola di musica\, dai licei musicali e dai conservatori presenti tra Veneto orientale e Friuli-Venezia Giulia. Con grande entusiasmo desideriamo  incontrare nuovamente l’affezionato pubblico portogruarese e tutti gli amici a noi legati\, sempre naturalmente\, nel nostro meraviglioso e importante Teatro Comunale Luigi Russolo. \nOrchestra di Fiati della Fondazione Musicale Santa Cecilia\nL’Orchestra di Fiati della Fondazione Musicale Santa Cecilia rappresenta l’origine dell’istituzione stessa. A Portogruaro infatti\, già alla fine dell’800\, era presente Scuola di Musica e la Banda Musicale Santa Cecilia. L’attività musicale della Banda fu bruscamente interrotta dai due conflitti mondiali e vide una sostanziale ripresa solo negli anni ’80 del ‘900 con l’Istituto Musicale Santa Cecilia\, oggi Fondazione. La Banda Cittadina è rinata in seno alla scuola di musica ed è diventata in breve tempo un gruppo di riferimento nell’area tra il Veneto orientale e il vicino Friuli-Venezia Giulia. La passione e la spinta dell’allora Presidente M° P. Pellarin\, al quale va il merito della ripresa delle attività\, fa sì che il gruppo si sia trasformato in una vera “palestra” per giovani musicisti frequentanti la scuola di musica\, ma anche per studenti provenienti dai vicini conservatori che vogliono accrescere le competenze della pratica musicale d’assieme. Il gruppo si è esibito prevalentemente nella città di Portogruaro ed è stato più volte protagonista nel territorio per importanti manifestazioni; ha partecipato a varie edizioni del Festival Internazionale di Musica di Portogruaro ed ha ospitato talvolta direttori e solisti di fama internazionale. Dal 2005 l’Orchestra di Fiati inizia un percorso di crescita sia in termini numerici\, da 25 a circa 70 elementi\, che nella capacità esecutiva di repertori eclettici e di difficoltà sempre maggiore. Oggi l’Orchestra di Fiati della Fondazione Musicale Santa Cecilia rappresenta ancor più l’anima della Fondazione stessa essendo un “gruppo del territorio per il territorio”; essa sta diventando infatti un centro di attrazione delle varie espressioni musicali dell’area portogruarese. \n\nBIGLIETTO: PREZZO UNICO 15 euro (acquistabili anche on line da www.vivaticket.com)\nORARI BIGLIETTERIA: martedì\, giovedì\, sabato dalle ore 18.00 alle 19.30\n(sabato 1 gennaio dalle ore 16.00) \n\n\n\n\n\n\n\n\n\n\n\n\n\nAcquista il biglietto on line
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SUMMARY:Giovani allievi della Scuola di Musica - Concerti di Natale 2021
DESCRIPTION:Per prenotarsi al concerto  scrivere una email a info@teatrorussolo.it o telefonare al numero 0421 270069. \n \nConcerto di Natale a cura dei giovani allievi della Scuola di Musica Santa Cecilia di Portogruaro
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LOCATION:Fondazione Musicale Santa Cecilia\, Corso Martiri della Libertà 14\, Portogruaro\, Venezia\, 30026\, Italia
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SUMMARY:Il piccolo Re dei Fiori
DESCRIPTION:IL PICCOLO RE DEI FIORI\nFiaba per musica\, ombre e danza\n  \nda Il piccolo Re dei Fiori di Květa Pacovská \nuna creazione di Valerio Longo e Fabrizio Montecchi\ncon Marcello Giovani e Isabella Minosi\ndrammaturgia Enrica Carini e Fabrizio Montecchi\ncoreografie Valerio Longo\nregia e scene Fabrizio Montecchi\nmusiche Paolo Codognola\nsagome Nicoletta Garioni e Agnese Meroni (tratte dai disegni di Květa Pacovská)\ncostumi Sara Bartesaghi Gallo e Nicoletta Garioni\nvoci Valeria Barreca e Tiziano Ferrari\nluci Anna Adorno\ncollaborazione alla drammaturgia Valerio Longo e Francesca Magnini\nrealizzazione scene e oggetti scenici Giovanni Mutti\, Nicoletta Garioni e Agnese Meroni\ncoproduzione Balletto di Roma e Teatro Gioco Vita \n\n“Il piccolo Re dei Fiori” è il testo di Květa Pacovská intorno al quale si sono ritrovate due storiche strutture del teatro e della danza come Balletto di Roma\, che ha celebrato nel 2020 i sessant’anni dalla fondazione\, e Teatro Gioco Vita che nel 2021 celebra i cinquant’anni e che\, alla fine degli anni Settanta\, ha incontrato il teatro d’ombre dando un contributo originale alla nascita del teatro ragazzi. Questo progetto intende esplorare una forma di contaminazione tra linguaggi come la danza\, l’ombra e la musica\, pensandola espressamente per i più piccoli.\n“Il piccolo Re dei Fiori” è una fiaba. Della fiaba c’è il classico “C’era una volta” e anche l’immancabile “Re” che però qui è piccolo e curioso\, vive in solitudine\, ama il suo giardino e ha le tasche piene di bulbi di tulipano. Della fiaba c’è anche il tema “dell’attesa”\, la lunga attesa del Re prima dello sbocciare dei fiori e anche quello della “mancanza”. Mancanza di cosa? Il Re non lo sa\, ma sa che i suoi tulipani\, pur bellissimi\, non riescono a renderlo felice. E allora ecco il “viaggio” alla ricerca di ciò che può colmare la sua mancanza. Un viaggio che è come un sogno\, su rotte nuove e sconosciute al Re\, che dura solo un giorno e una notte ma che sembra racchiudere il tempo di una vita.\nNella luce del mattino il Re sente una voce sottile provenire da un fiore di tulipano appena dischiuso che ripete “sono qui\, sono qui…”. Davanti a una piccola principessa il re pieno di meraviglia si chiede “E’ forse lei che ho tanto a lungo cercato?”.\nCome in ogni fiaba che si rispetti non manca nemmeno il “e vissero tutti felici e contenti” e questo ci fa pensare che sì\, era proprio lei che il Re aveva tanto a lungo desiderato. \nIl piccolo Re dei Fiori è anche una storia che racconta di due giovani che abitano uno di fronte all’altra. Così vicini eppure così lontani da non aver mai incrociato i loro sguardi. Una mattina però lei lo vede\, tutto malinconico\, prendersi cura di una piccola aiuola davanti alle loro case\, con quell’attenzione che si rivolge solo ai desideri più profondi. È così\, osservandolo di nascosto\, che inizia a scrivere per lui\, su dei piccoli biglietti\, la fiaba che li condurrà al loro felice incontro.\nIl piccolo Re dei Fiori è uno spettacolo in cui il tema della ricerca della felicità è reso con leggerezza e poesia\, grazie a una trama semplice ed essenziale e un immaginario esuberante e fantasioso. Con il contrappunto di poche ma importanti parole\, il racconto prende forma scenica grazie a un ricco tessuto musicale che accompagna e sostiene le spettacolari immagini d’ombra di Teatro Gioco Vita\, tratte dalle splendide illustrazioni di Květa Pacovská\, e gli espressivi gesti dei due danzatori-interpreti del Balletto di Roma\, frutto delle originali coreografie di Valerio Longo.\nIl potere di una fiaba è racchiuso nella sua capacità di essere incredibilmente lontana e allo stesso tempo vicina al nostro vivere quotidiano. Quello che ci viene richiesto per accedere a una fiaba è di accettare di farci piccoli\, piccolissimi\, passare attraverso ingressi magici e inaspettati\, saper attendere e\, nell’attesa\, prestare attenzione a ogni parola\, a ogni gesto\, a ogni ombra per poter essere dalla fiaba stessa meravigliati. Così dunque è anche per noi.\nIn questa fiaba\, quasi archetipica\, un Re\, un giardino incantato\, l’attesa\, un desiderio sconosciuto\, un viaggio\, un ritrovarsi nella felicità\, si animano nelle ombre attraverso la musica e la danza\, e permettono ai sentimenti di ognuno di rivelarsi in essa. Così\, come ogni fiaba\, parola dopo parola\, anima i desideri di coloro che la ascoltano\, così la vita\, inaspettatamente\, li conduce a realizzarli. \n\n\n\n\n\n\n\n\n\n\n\n\n\n\n\n\n\n\n\n\n\nClicca qui per acquistare il biglietto on line
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