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Mercoledi 19 Giugno

 
 ore 21:00        Achab Group e R.S.T.
 Evoluzione RIFLESSIONI POSTUME DI UN AUSTRALOPITECO

DA UN RACCONTO DI PAOLO SILINGARDI Regia e interpretazione: Saverio Bari



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A.S.V.O. S.p.A. da anni offre al proprio territorio progetti di educazione ambientale rivolti a tutti i target di utenza negli undici Comuni soci serviti. Tali iniziative hanno lo scopo di favorire lo sviluppo di una coscienza ambientale e sociale, proponendo comportamenti e stili di vita sostenibili.
 
Oggi come non mai i temi dell’economia circolare necessitano di essere divulgati attraverso tutti i media. A tal proposito, si è pensato di adottare un importante mezzo di comunicazione senza tempo: il Teatro.
 
Evoluzione. Riflessioni postume di un Australopiteco” è il titolo del monologo teatrale offerto da A.S.V.O. S.p.A. in collaborazione con Achab Group, rete nazionale di comunicazione ambientale.
 
La rappresentazione si terrà il giorno mercoledì 19 giugno 2019, alle ore 21.00, nel prestigioso Teatro Luigi Russolo di Portogruaro. L’ingresso è gratuito fino ad esaurimento posti.
 
Per la prenotazione è possibile contattare l’ufficio comunicazione di ASVO ai seguenti recapiti:
Selena Galasso tel. 0421.705720 mail ufficiocomunicazione@asvo.it da lunedì a venerdì dalle 8.00 alle 14.00.
 
 
“Evoluzione. Riflessioni postume di un Australopiteco”
 
 
“Evoluzione” è un monologo teatrale in cui l’attore interpreta la parte di un Australopiteco, un genere dell’ordine dei Primati vissuto da 8 a 3 milioni di anni fa, derivato dagli ominidi e staccatosi dalle scimmie antropomorfe. L’Australopiteco è il precursore del genere Homo, ha sviluppato il bipedismo e il pollice opponibile con la presa di precisione, realizzando le condizioni strutturali per lo sviluppo del nostro genere fino alla specie Sapiens Sapiens.
 
Sta alle nostre origini ma si è estinto, vivendo in prima persona l’evoluzione come un processo che comprende anche la fine di una specie, a ricordarci che non siamo eterni e che la “vita” intesa come la presenza di organismi biologici sulla Terra, proseguirà anche senza di noi. Ed è condizionata dall’ambiente, del cui degrado e cambiamento noi siamo fortemente responsabili.
 
Il monologo è un viaggio raccontato in prima persona nella storia dell’umanità, re-interpretata da un punto di vista differente dal nostro e che stimola riflessioni e consapevolezza.
 
Nel monologo l’Australopiteco riflette sulle sorti dell'umanità con un accento critico, a volte ironico, esponendo eventi scientificamente certi e valutazioni strettamente personali, fino a far emergere le contraddizioni e le criticità della nostra specie, ed in particolare del nostro rapporto con la natura e l’ambiente.
 
Lo stile narrativo coniuga il taglio divulgativo e quello teatrale, grazie all’interpretazione dell’attore-divulgatore, che racconta esperienze personali, punti di vista, valutazioni insieme a fatti scientifici ambientali, climatici, geologici, evolutivi e storici.
 
L’interpretazione gioca tra il tono “scientifico”, obiettivo e didascalico, e quello “ironico”, critico e irrisorio verso la nostra specie di Sapiens, con una particolare attenzione all’interazione con il pubblico e le sue reazioni.
 
Al centro della scena l’attore, con un leggio con il testo, su un lato una parete di scatole di cartone bianco, su cui sono proiettate immagini coerenti con il monologo.
 
Musiche appropriate segnano i passaggi più significativi della storia, che racconta l’evoluzione della nostra specie, l’interazione con il clima e l’ambiente, la fragilità della condizione dei viventi rispetto a variabili ingovernabili che determinano l’origine e la fine di vecchie e nuove specie.
 
Nel monologo il concetto di evoluzione come storia positiva che si sviluppa fino all’Uomo, arbitrariamente postosi al centro della scena evolutiva, viene via via superato per far emergere la assoluta precarietà della condizione umana e la fragilità del nostro presunto dominio sulla natura.
 
La parte introduttiva racconta da dove veniamo, chi siamo, come l’ambiente ci abbia forgiati. La seconda parte descrive il nostro attuale rapporto con l’ambiente, i danni che stiamo facendo, le criticità che dovremo affrontare. La parte finale affronta il tema delle responsabilità, della consapevolezza come elemento distintivo della nostra specie e delinea gli scenari futuri a cui andiamo incontro.
 
La conclusione è aperta, lascia il pubblico sospeso tra due esiti possibili, una positivo, l’altro negativo, rappresentati anche dalle immagini che scorrono sulla parete di cartoni bianchi.


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