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17/05/2009 22:15 - 23:00 Gruppo Teatro la Bottega 
 

Storia della compagnia “La Bottega”

Il gruppo teatrale La Bottega nasce nel 1983 dalla vivace realtà oratoriale della parrocchia Beata Maria Vergine Regina di Portogruaro sulla spinta di alcuni volontari per metter in scena “La Bottega dell’orefice” di Karol Woytila da cui il gruppo avrebbe poi derivato il proprio nome. Nei primi tempi (ma ancora oggi) il gruppo si è distinto nella messa in scena di alcuni lavori corali a carattere religioso come “La passione di Cristo”, “La natività”, “L’annunciazione”, proposti in molteplici versioni e occasioni. Col tempo si inaugurava con successo una serie di letture animate di poesie e prosa. Tra queste “Xenia” su Montale, “Il silenzio della luna” su Leopardi e “Dormono, Dormono sulla collina” di Edgar Lee Masters. Ci si allontanava quindi progressivamente dalla matrice religiosa volgendo l’attenzione al teatro storico - realistico con “Portogruaro 1797” di Pascutto dal Nievo, e ad un teatro di vario genere che trovava nell’allestimento de “L’anfora” di Achille Campanile la sua espressione più matura con notevole successo di pubblico e riconoscimenti della critica. Da qui in poi la scelta dei lavori variava di genere in genere, dando la possibilità al numeroso organico del gruppo di poter scegliere tra diverse espressioni: il teatro classico (“Deus ex machina” di Woody Allen, “La rabbia delle formiche” da Gino & Michele, “Rumours” di Neil Simon”, “Toccata e Fuga” di Derek Benfield, “Il medico per forza” di Moliere, etc.), quello dialettale (“In Pretura” di Ottolenghi”, “El can” di Borra e Valerio, “Terza stella a destra” di Alberto Borra”,etc.) e quello di ricerca e storico (“Dormono, dormono sulla collina…” di Masters, “Trittico” di Max Frisch, “Guardalo nella notte che viene” di aa.vv., “Ceneri alle ceneri” di Harold Pinter, “Gli anabattisti cintesi” di aa.vv. etc.).
Iscritto dal 1995 alla Fita, il Gruppo organizza annualmente corsi di teatro a diversi livelli presso il Teatro Comunale di Concordia Sagittaria, e le rassegne “Teatranti” “Salt.. in .. banchi” (teatro/scuola) e “Teatro 7x15” in collaborazione con Pro Loco e amministrazione di Concordia. Con Fita e Arteven cura anche l’organizzazione di altre manifestazioni tra le quali “Teatro in Villa” a Portogruaro.

Trame dei lavori disponibili

La Bottega del caffè – di Carlo Goldoni
LA TRAMA

La prima stesura del “La Bottega del caffè” risale al 1735, ma la commedia nella versione finale venne rappresentata solo nel 1950. È ambientata in un campiello veneziano sul quale si affacciano una locanda e tre botteghe: un barbiere, una bisca e una bottega del caffè per l’appunto.
L’azione scenica si sviluppa in un giorno: dalla livida luce dell’alba al calar della notte, durante il periodo di carnevale.
Tutta la trama ruota attorno alla Bottega del caffè di Ridolfo, uomo saggio, equilibrato e generoso, che rappresenta la rettitudine ed il buon senso. Suo diretto antagonista è Don Marzio, nobiluomo napoletano, pettegolo, indiscreto e seminatore di zizzania. Animano la scena altri personaggi, protetti o vittime di questi due: Eugenio ricco mercante di stoffe, dedito al vizio del gioco e donnaiolo impenitente, marito di Vittoria, donna onesta e virtuosa. Eugenio è un uomo frivolo, che vive dissipando il suo patrimonio tra donne e gioco e spesso alla bisca del furfante Pandolfo, imbroglione, baro ed usuraio. La piazza è frequentata da Flaminio, sotto le mentite spoglie del conte Leandro, vive con le vincite al gioco e mantiene la “ballerina” Lisaura, che lo crede scapolo intenzionato a sposarla. Giunge poi Placida, moglie legittima di Flaminio, da lui abbandonata a Torino, alla disperata ricerca del marito. Le vicende dei personaggi si intersecano tra loro, condite dalle calunnie di Don Marzio e dai tentativi di mediazione positiva di Ridolfo. Ma la commedia è a lieto fine e il bene ha la meglio sul male: il caffettiere e il suo garzone Trappola aprono gli occhi ad Eugenio e Flaminio che ritorneranno dalle loro mogli, mentre Don Marzio, la malalingua, accusato da tutti di calunnia e spionaggio, fugge con ignominia da Venezia.
LE NOTE DI REGIA
Venezia 1750. Un qualunque campiello. Una qualunque mattina.
“Null’altro che un quadro, del mio tempo e della mia cara Venezia, vuol esser questa mia nuova commedia d’ambiente, ma non son pittore e come pennello non ho che le mie parole e come colori le mie idee. Sulla tela leggera di una piazza, ho tracciato la trama più piccina che io abbia mai scritta.”
Così scriveva Carlo Goldoni alla soglia dei suoi trent’anni, nell’introduzione alla prima stesura della sua “Bottega”, nel 1736. Un quadro, un ambiente, una trama piccola … Pochi e scarni elementi sui quali lavorare per allestire una commedia che, nel suo senso più profondo, tocca temi forti come i vizi, la calunnia, l’usura, l’amore tradito. La trama, lieve e poco strutturata, ci ha offerto la possibilità di approfondire la caratterizzazione dei personaggi, che abbiamo voluto marcare nei loro tratti più forti, evidenti o reconditi che fossero. Ne è risultato uno spaccato di vita quotidiana della Venezia di allora, la semplice cronaca della giornata in un campiello, le vicende comuni di gente comune, animata dalle pulsioni vitali di sempre: la fame, il bisogno di denaro, la calunnia, gli intrighi d’affari e d’amore.


Il medico per forza – di Moliere
LA TRAMA

Francia 1666. Campagna parigina. Nella dimora rurale del vecchio e ricco Geronte, prende vita la vendetta di Martina, scaltra moglie di Sganarello, cestaio avvinazzato e fannullone, che le rende la vita impossibile. L’occasione gliela offrono i due servi di Geronte, Luca e Valerio, da lui inviati alla ricerca di qualcuno che possa guarire da un male misterioso la figlia Lucinda, immalinconita e muta. Martina fa credere ai due che Sganarello sia un medico portentoso ma che operi solo se convinto a suon di bastonate. Il povero cestaio cede alle botte che lo promuovono medico per forza e, giunto al cospetto di Geronte che gli illustra il caso della figlia, improvvisa come può le sue arti medicatorie. Leandro, giovane nobile decaduto innamorato di Lucinda, rivela a Sganarello che Lucinda si finge malata per evitare l’odioso matrimonio a cui il padre l’ha destinata. Nella nuova veste, intanto, Sganarello approfitta per mangiare, bere, truffare e molestare le donne. Gli innamorati progettano la fuga con la complicità del finto medico che spaccia Leandro per suo farmacista di fiducia. Essi riescono nell’intento ma la situazione precipita quando, Martina, curiosa della sorte del marito, scopre che se la sta spassando e lo smaschera davanti a tutti. Tutto sembra perduto per il cestaio e gli innamorati quando…
LE NOTE DI REGIA
Un povero cristo affamato, costretto a botte ad essere ciò che non è, fa buon viso a cattiva sorte. Un padre, vecchio e solo, preoccupato per il destino della sua unica figlia. Gente del popolo il cui unico scopo è trovare qualcosa da mettere in pancia per arrivare a sera. Due ragazzi che non riescono a vivere insieme per questioni di denaro. Una moglie maltrattata dal marito che cerca vendetta…
In una delle trame più belle del suo Teatro, Moliere affronta questi temi circa quattrocento anni fa, col suo spirito leggero ma di efficace denuncia sociale.
Abbiamo scelto di rispettare questo spirito senza presunzione, ma anche senza troppe remore nei confronti di una delle più grandi menti teatrali di tutti i tempi. Nessuno stravolgimento, nessun messaggio, ne’ miti, ne’ provocazioni. Lasciamo allo spettatore la scelta: trarre qualcosa da queste vicende o, più semplicemente, passare qualche momento piacevole a Teatro. A noi resta la sensazione, neanche tanto vaga, che al signor Jean Baptiste de Poqueline nel 1666, piacesse molto mettere alla berlina le meschinità della gente del suo tempo……Come a noi…


Ci pensa Alberto – di Alberto Borra
LA TRAMA

Una famiglia particolare, un po’ strampalata, un po’ surreale.
Maria Schiavon ha:
• Un marito,Ottavio Semenzato ,uomo di grande abilità.. nell’evitare il rischio di trovare un lavoro;
• due figlie, Rita , non più giovane e in attesa di matrimonio con Fedoro, dopo aver fatto scappare tanti fidanzati per le sue manie igieniste e le sue fobie per tutto ciò che può essere motivo di contagio da virus , Eleonora , l’altra figlia, aspirante attrice, alla ricerca continua di una “spalla” che la aiuti nelle sue ripetute prove della sempre medesima scena finale della tragedia shakespeariana di Otello;
• un figlio , Luca , laureando in giurisprudenza, che vede nella casa una grande aula di tribunale e interpreta i fatti della famiglia come vicende processuali sulle quali dimostrare la sua abilità di oratore; qualche giorno prima della discussione della tesi di laurea a Padova va ad una festa tra laureandi e ..amici;
• una cognata,Nadia ,estemporanea e ombrosa presenza in casa;
• un suocero Sesto ,pensionato al quale hanno chiesto di lasciare la casa perché la sua camera con bagno possa diventare il nido d’amore della nipote Rita e dell’ormai prossimo sposo.
Il nonno dovrà trasferirsi in casa di riposo, presentata come un moderno “college inglese”, diretto da miss Lilliput,istitutrice severa ma con un debole….
Tutta la famiglia vive del lavoro di stiratrice e rammendatrice di Maria, visto che la pensione del nonno segue mensilmente altre vie.
La storia incrocia la vita di questa famiglia con quella di Vanni e sua moglie Olga: lui piccolo produttore di formaggio caprino, amico di Ottavio nel gioco e suo partner nei raggiri che Ottavio ha inventato per continuare la sua vita di tranquillo disoccupato, lei un po’ troppo curiosa e forse un po’ pettegola.
Ma le cose si complicano per una vicenda che vede protagonista uno dei componenti di una ricca famiglia di commercianti, la “ premiata ditta De Dominicis Miravalli – pelletterie e arredi sacri”, Lara , Taddeo e il loro padre Alfonso: alcuni fatti vengono fraintesi, sembra che per la famiglia Semenzato Schiavon tutto giri dalla parte sbagliata ma poi…


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